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EGITTO/ Aboubakr (blogger): vi spiego perché il colpo di stato dei militari era necessario

Pubblicazione:mercoledì 21 agosto 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 21 agosto 2013, 15.55

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Nei nostri tg vengono descritti come vittime della violenza dell'esercito egiziano, mentre l'Ue parla di un cambiamento nelle relazioni con l'Egitto dopo il colpo di Stato militare: cosa ne pensa?
Il supporto occidentale per i Fratelli Musulmani si basa su una complessità di fattori. Primo, sono stati visti come il ponte tra Islam radicale e Occidente, tanto più che poco dopo la loro ascesa Al Qaeda ha cominciato ad aprire sedi "diplomatiche" nei paesi del Golfo, a poche centinaia di chilometri dalla basi militari Usa. Inoltre, mi pare che in Occidente ci sia un certo trend che crede nella bontà della creazione di una specie di "zoo islamico" in Medio Oriente che contenga tutti gli islamisti e prevenga la loro migrazione all'estero. Qualcuno ha anche potuto credere che i Fratelli Musulmani avrebbero potuto convertire l'islam militante in puro islam politico. Ma tutte queste ragioni sono idiote, non puoi prendere in ostaggio milioni di mediorientali per garantire la sicurezza dell'Occidente, non potrà mai accadere. 

Pensa che la violenta reazione dell'esercito egiziano, con persone uccise nelle strade sparando ad altezza d'uomo, sia stata necessaria? Era l'unica via? 
Dobbiamo sapere e ricordarci che i militari sono militari, non capiscono altro che fuoco e ordini. Non esiste un esercito che possa controllare il suo uso della forza. Ogni qualvolta c'è un'azione militare, dobbiamo aspettarci di vedere sangue e uso eccessivo della forza, è una delle sfortune insite nel destino della guerra. Pensate alle azioni militari Usa in Vietnam o Iraq. Anche se un esercito combatte per una causa giusta, dobbiamo sempre aspettarci un uso eccessivo della forza. Molti reportage non ci dicono davvero cosa sta succedendo. Non si può giudicare nulla preso al di fuori del suo contesto, l'esercito non sta sparando contro chi protesta, ma contro terroristi pazzi e armati. Penso che l'esercito egiziano, che per anni è stato un fantoccio americano ed è sopravvissuto grazie all'aiuto degli Usa, agirà con cautela verso i Fratelli Musulmani fino a quando questi avranno il supporto Usa, ma c'è un gruppo terrorista di pazzi che sta muovendosi selvaggiamente in tutto il Paese e l'esercito è obbligato ad agire. Nel corso di questo processo, decine, se non centinaia di persone, tra cui molti innocenti, verranno uccisi, feriti o imprigionati. 
Ma qual è l'alternativa? Gli egiziani non ne vedono una. Non esiste un'altra opzione per l'esercito che non sia quella di ripulire la casa da un gruppo di persone che sta bruciando la nazione fino alle fondamenta.

Lei ha anche detto: Quale parte della non democratica ideologia dei Fratelli Musulmani è difficile da capire per l'Occidente? Come possono i governi e i media occidentali simpatizzare per loro e supportarli?". Può provare a darci lei una risposta?

Ci sono teorie della cospirazione di tutti i tipi, ma non sono mai stato un loro fan. Penso che la verità sia che l'Occidente è guidato principalmente da Washington, ma Washington non ha un'idea di cosa sta accadendo ed è troppo arrogante per ammetterlo. Questo è apparso molto chiaro nell'ultimo paio d'anni. Il 25 gennaio del 2011, alla vigilia della rivoluzione egiziana, Hillary Clinton dichiarò che "gli Usa credono nella stabilità del regime di Mubarak". Due giorni dopo Mubarak non era praticamente più il presidente egiziano. Quasi la stessa cosa è successa subito prima della deposizione di Morsi, mentre io e i miei amici egiziani correvamo in giro a dire che ci sarebbe stato un colpo di Stato, gli Usa stavano esprimendo fiducia in Morsi. Questo fa capire come a Washington non si abbia minimamente idea della realtà. 

Ben pochi media occidentale parlano degli attacchi dei Fratelli Musulmani contro le chiese cristiane in Egitto. Lei ha detto: "I copti stanno affrontando il loro destino da soli, come hanno sempre fatto. Attacchi alle chiese, sparatorie contro i preti alla luce del sole e l'incendio delle proprietà dei copti sono notizie giornaliere". Quali speranze ha per l'Egitto? La situazione può davvero cambiare? 
Normalmente a pagare il prezzo più alto in Medio Oriente sono le minoranze religiose. E' il caso della minoranza copta in Egitto, abbandonata dallo Stato e bersaglio dei radicali. Spero che gli egiziani abbiano una visione chiara di cosa vogliono per loro stessi, che finalmente determinino le loro relazioni con lo Stato, la religione, l'Occidente e tutto il resto in maniera chiara e razionale. 


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