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DIARIO DA IL CAIRO/ Le Chiese bruciate sono l'"offerta" dei cristiani per salvare l'Egitto

Ancora scontri in Egitto Ancora scontri in Egitto

Ho parlato anche con alcuni sostenitori di Morsi, a mio giudizio persone moderate che avevano opinioni diverse: alcuni di loro hanno interpretato le violenze come reazioni di alcuni sostenitori che si sono sentiti traditi e sono passati agli scontri senza pensare alle conseguenze. Altri invece credono che a generare gli scontri non siano i sostenitori dell’ex presidente, ma alcuni agenti infiltrati che istigano alla violenza.

Alla fine ho parlato anche con alcuni giovani che fanno parte della terza piazza, quella che rifiuta sia il regime della Fratellanza che quello militare. Un mio amico mi ha spiegato la sua preoccupazione, cioè che le azioni terroristiche portate avanti dai Fratelli Musulmani non faranno altro che condurre il Paese a un nuovo stato di polizia che farà di tutto pur di mantenere l’ordine, minacciando quindi ogni futura libertà politica.

Anche io a volte condivido queste preoccupazioni, ma credo che ormai sia troppo tardi per tornare indietro: dobbiamo andare in avanti con la “road map” tracciata il 3 luglio scorso, che prevede un breve periodo di transizione per la revisione della Costituzione, seguita da elezioni legislative e presidenziali.

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