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MEETING 2013/ "La libertà religiosa, via della pace": il testo integrale del discorso di Paul Bhatti

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Paul Bhatti (Infophoto)  Paul Bhatti (Infophoto)

Vorrei qui ricordare l’impegno del mio defunto fratello Shahbaz Bhatti, che era un vero fedele di Nostro Signore Gesù Cristo, che è venuto al mondo per redimere tutta l’umanità sofferente, portando sollievo e guarigione agli oppressi, dissipando l’oscurità del rifiuto, della paura, dell’odio, della discriminazione e dell’intolleranza.

La profonda fede e l’impegno di Shahbaz Bhatti sono stati incrollabili per tutta la sua vita nel suo amore per Nostro Signore Gesù Cristo e nell’impegno per i diritti dei poveri e delle minoranze religiose del Pakistan sofferenti. Ha combattuto instancabilmente la giusta lotta contro la discriminazione, l’intolleranza e la persecuzione religiosa, sostenendo l’idea della libertà religiosa, l’armonia inter-fede, la tolleranza e l’eguaglianza in una società libera, in cui tutte le persone possano vivere insieme in pace e armonia senza nessun timore. E’ per questa visione e missione che ha vissuto, sperando di vederla realizzata un giorno, ed ha perso la vita per questo ideale.

Indubbiamente stiamo attraversando un periodo storico cruciale, in cui si assiste ad un aumento dei conflitti in corso, dei disastri e del terrorismo. Le tensioni presenti in molte nazioni, l’instabilità economica associata alla generale debolezza delle società, hanno comportato l’aumento delle vulnerabilità contribuendo agli abusi sui diritti umani, compresa la discriminazione delle minoranze religiose.

Oggi, il nostro amato paese, il Pakistan, si trova a dover affrontare una moltitudine di sfide, come la crisi economica, l’instabilità politica, la violenza settaria, l’intolleranza e la discriminazione religiosa. Gli alti livelli persistenti di povertà e analfabetismo hanno ulteriormente aggravato la situazione. Ogni giorno assistiamo alle crudeli e dure realtà di perdita di vite preziose, vittime innocenti, comprese donne e bambini. Ne sono coinvolte e colpite in maniera profonda, persone di ogni settore della società. Sfortunatamente e purtroppo, è diventato parte della routine quotidiana. Siamo una nazione che sta veramente soffrendo.

Essendo un alleato del mondo occidentale nella lotta contro il terrorismo e l’estremismo, il Pakistan si trova a dover affrontare il terrorismo interno e transfrontaliero, la violenza settaria, l’estremismo religioso, il fanatismo, l’intolleranza e la discriminazione. Il Pakistan ha perso più di 35.000 cittadini innocenti ed oltre 3.500 agenti di polizia e militari. Questo fatto ha ulteriormente aggravato l’intolleranza religiosa nei confronti delle minoranze religiose creando reati generati dall’odio nei confronti delle comunità cristiane, che vengono continuamente colpite dagli estremisti islamici. Le minoranze pakistane si trovano a dover affrontare quotidianamente violazioni della libertà religiosa.

In questo contesto, propongo una via d’uscita, ossia la libertà religiosa può essere la soluzione per creare la pace nel mondo. E’ con un atteggiamento di unità e comprensione reciproca, che dobbiamo creare un cammino di educazione religiosa, creare una consapevolezza per vedere gli altri come membri di una famiglia umana, in cui nessuno è escluso. La principale tutela dei diritti umani sta nell’avere un popolo con una psicologia morale in cui le convinzioni sui diritti umani sono fortemente radicate e collegate alle sue più profonde convinzioni sul significato della vita umana.



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