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PORTOGALLO/ Il ministro Maduro: l’Italia può uscire dalla crisi col modello Lisbona

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Miguel Poiares Maduro  Miguel Poiares Maduro

Questo è uno dei grandi problemi che abbiamo oggi. La globalizzazione ha contribuito a questa perdita di un senso e l’Europa può e deve aiutare alla ricerca di una sua riscoperta.

 

La dittatura dei mercati non è, a suo modo, una forma di schiavitù che nega l’essenza stessa dell'individuo, dell’uomo tra gli uomini?

I mercati sono importanti, perché determinano le condizioni di vita delle persone. L’errore è pensare che i mercati siano tutto, mentre in realtà sono uno strumento e devono essere soggetti a principi etici e ad altri valori. La ricerca dell’identità di un’unità politica e di ogni singolo essere umano non può essere basata soltanto sui mercati.

 

Pensa che esista il rischio di derive autoritarie in Europa come reazione alla crisi e alla sempre maggiore austerity che cittadini già stremati devono sopportare?

Derive autoritarie classiche non credo che siano possibili in questa fase della storia dell’Europa. Il vero rischio è il populismo. La complessità dei soggetti, delle sfide che abbiamo di fronte, la velocità dei tempi mediatici, la superficialità con cui molti temi sono trattati da parte di politici e media fa strada a una forma di populismo. La politica ha bisogno di semplificare ciò che è complesso per renderlo comprensibile a tutti. È questo che permette la democrazia, ma a volte dalla semplificazione è facile passare alla falsificazione e il campo della falsificazione è quello dove trova spazio il populismo.

 

Cosa può raccontarci dell’esperienza portoghese nella transizione tra la giunta Salazar e il ritorno alla democrazia compiuta?

Questa transizione è avvenuta già molti anni fa ed è stata un’esperienza diversa, in quanto i tempi, i media, le forme di organizzazione della politica erano diversi. Quella fase non è stata immune da rischi, come ne abbiamo oggi, anche se le due situazioni storiche sono obiettivamente diverse. Non credo che sia possibile confrontare l’esperienza della storia del Portogallo, della Spagna o della Grecia di allora con l’attuale situazione politica europea.

 

Pensa che il suo Paese riuscirà a tornare sui mercati di finanziamento del debito già il prossimo anno?

Sì. Abbiamo tutta la fiducia perché ciò avvenga, il Portogallo ha soddisfatto tutti i requisiti della trojka, nell’ultimo trimestre abbiamo avuto delle notizie molto positive e siamo stati il Paese europeo con la crescita del Pil più elevata. Abbiamo avuto una riduzione della disoccupazione molto importante. La ripresa economica non sarà facile, ma questi segnali positivi sono decisivi, e ci rendono del tutto fiduciosi nel fatto che saremo nelle condizioni per accedere ai mercati, anche se con dei modelli di assicurazione comuni a livello europeo, per fare sì che Portogallo e Irlanda abbiano un accesso più facile ai mercati.

 

Accederete su tutto l'arco delle scadenze, in modo da ricadere sotto l’ombrello protettivo del programma Omt della Bce per l’acquisto di bond?



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