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Esteri

SIRIA/ il testimone: un milione di profughi sta facendo "esplodere" il Libano

Profughi in Libano (Infophoto)Profughi in Libano (Infophoto)

Proprio ieri ero al campo di Marj El Kok e sono andato a trovare Israa, una bambina di nove mesi, da sei in Libano. Sei mesi fa ha perso il papà che era uscito di casa per andare a comprarle della verdura al mercato. Israa ha altri due fratelli e una mamma, che si chiama Nada; sono lì sotto una tenda a 40 gradi. E questa è la storia di una bambina su un milione. È una sconfitta per tutti noi. Siamo tutti un po’ colpevoli quando c’è un milione di bambini in giro per il mondo, abbandonati, disperati, senza acqua, luce e con il rischio del colera.

 

Che ne è de bambini che hanno perso i genitori?

Sono esposti a pericoli gravissimi. Dopo la perdita dei genitori, c’è il trauma per aver lasciato la propria casa, la scuola, gli amici. Per loro si aprono insidie pericolosissime. In questa situazione di incertezza rischiano sfruttamento, prostituzione, violenza sessuale, lavoro minorile, droghe.

 

Sull’uso del gas non ci sono ancora conferme, nessuno si sbilancia. Sul web intanto gira un video che fa venire i brividi; le immagini sono di una ragazzina siriana ancora sotto choc dopo un attacco con armi chimiche. A lei cosa risulta?

Quelle immagini le ho viste anch’io e devo dire che sono davvero inquietanti, al di là di chi sia stato. A me pare che in questi mesi di cattiva informazione, intendo informazione di parte resa ad hoc, ce ne sia stata parecchia. Quel video è davvero agghiacciante, come del resto lo sono le immagini che sto vedendo adesso dell’attentato all’interno della moschea. A me fanno impressione tutte e due allo stesso modo. Certo, se penso al gas e a quei bambini inermi, lì su quel pavimento, sono d’accordo con lei: fanno venire davvero i brividi. Vorrei però dire anche un'altra cosa.

 

Prego.

A me ha fatto altrettanta impressione, se non di più, sentire Laurent Fabius (ministro degli Esteri francese, ndr) dire ieri che nel momento in cui venisse accertato l’impiego di gas nervino si farà ricorso alla forza contro Bashar Al-Assad. Come se le bombe di Fabius provocassero meno morti del gas nervino, fossero meno cattive e facessero meno male ai bambini e alle persone che non c’entrano niente con questa guerra ma che sono i primi a patirne le conseguenze.

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