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SIRIA/ Jean: dietro le armi chimiche potrebbero esserci i ribelli e Al Qaeda

Pubblicazione:lunedì 26 agosto 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 26 agosto 2013, 13.33

Chi ha davvero usato il gas? (Infophoto) Chi ha davvero usato il gas? (Infophoto)

E’ molto strano che Assad possa aver usato le armi chimiche con gli ispettori dell’Onu in casa, e sapendo bene che l’occidente avrebbe duramente inasprito la posizione nei suoi confronti. Sarebbe, in ogni caso, molto preoccupane se gli insorti disponessero di armi chimiche. Questa gente è legata ad Al Qaeda e armi di questo tipo potrebbe essere usate facilmente contro Israele o altri Stati occidentali.

 

Non crede che l’America, in ogni caso, avrebbe interesse a intervenire?

Non direi: da un lato, ha ben più gravi problemi economici. Inoltre, la politica di Obama è risultata per molti versi sconcertanti. Ha mandato a fondo i suoi “amici”, come Ben Ali e Mubarak. E i risultati li abbiamo visti. 

 

Astrattamente, un intervento in Siria cosa comporterebbe?

Sicuramente irrigidirebbe ulteriormente le relazioni diplomatiche con la Cina e la Russia. Da parte di questi due Paesi ci sarebbe la condanna nei confronti degli Usa, la denuncia della violazione dei diritti umani, dell’interventismo americano e via dicendo. Tuttavia, questo sarebbe il male minore.

 

Cos’altro potrebbe succedere?

Gli Usa dovrebbero affrettarsi ad armare e sostenere molti dei Paesi amici che fanno parte dell’ex Urss. Dovrebbe, cioè, scongiurare il rischio di rappresaglie da parte della Russia nei confronti di Stati come la Polonia o la Romania. Analogamente, dovrebbero guardarsi da interventi armati da parte della Cina nei confronti dei propri alleati. 


Deve temere anche l’Iran?

Non direi. L’Iran, attualmente, è debole, ed è in corso il tentativo di raggiungere un negoziato circa gli equilibri geopolitici nei Paesi del Golfo. 

 

(Paolo Nessi



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