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SIRIA/ Fisk (Independent): Obama è come Bush e cerca un nuovo Iraq

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Barack Obama e George Bush (Infophoto)  Barack Obama e George Bush (Infophoto)

I leader di Stati Uniti e Regno Unito si permettono di giocare con la vita delle persone perché sognano e si illudono di trovarsi in un film di Hollywood. Quanto sta avvenendo in Siria non è però Hollywood, bensì una tragedia umana terribile. Per risolverla abbiamo bisogno di colloqui di pace, non di fucili.

 

Che cosa accadrà se l’Occidente attaccherà davvero Assad?

Ciò che accadrà è piuttosto semplice. La guerra non si concluderà in due o tre giorni, come sperano Mister Obama e Mister Cameron. Saranno coinvolte anche la Russia, l’Iran e Hezbollah, e diventerà quindi un conflitto dalle proporzioni molto più vaste. E nel preciso istante in cui l’Occidente vorrà uscirne, si renderà conto che l’idea che bastassero tre giorni per fare cadere Assad era soltanto un’illusione.

 

L’Occidente può permettersi che Assad vinca questa guerra?

Ma Assad sta già vincendo questa guerra. Francamente non so se da un punto di vista morale sia giusto lasciare che il regime siriano prevalga sugli insorti, eppure in tutto quanto sta avvenendo c’è qualcosa che non mi torna.

 

Che cosa?

Europa e Stati Uniti stanno sostenendo un colpo di Stato militare in Egitto, ma non riescono a tollerare il regime siriano che, dal mio punto di vista, è una dittatura militare esattamente come quella del Cairo. Non capisco quindi perché l’Occidente non faccia qualcosa per la libertà in Egitto, ma si preoccupa soltanto di quanto avviene in Siria.

 

La linea di confine è che Assad ha utilizzato le armi chimiche per sterminare i civili. Non le sembra che ciò faccia la differenza?

In questo momento non sappiamo quali siano realmente le prove su un utilizzo delle armi chimiche da parte di Assad. Abbiamo bisogno di attendere il rapporto che emergerà dalle indagini realizzate dagli ispettori delle Nazioni Unite in Siria.

 

In un suo articolo sull’Independent, ha messo a confronto gli errori occidentali in Siria e in Iraq. Quali sono i punti di contatto tra questi due conflitti?

La Siria è esattamente come l’Iraq. In Iraq nel mese scorso sono morte 3mila persone, eppure per Obama e Cameron esiste solo la Siria, mentre del Paese confinante non importa nulla a nessuno. E il motivo è molto semplice: a noi occidentali piace pensare di avere vinto la guerra in Iraq. Eppure le aspirazioni che hanno portato ad abbattere Saddam Hussein si sono rivelate soltanto illusioni e fantasie.

 

(Pietro Vernizzi)



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