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SIRIA/ Kerry: le armi chimiche di Assad hanno ucciso 1.429 persone di cui 426 bambini

Pubblicazione:venerdì 30 agosto 2013

Il Segretario di Stato, John Kerry Il Segretario di Stato, John Kerry

Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha dichiarato stasera che gli Stati Uniti puniranno il presidente siriano Bashar Al-Assad per l’attacco con le armi chimiche definito “brutale e flagrante”. Per Kerry sarebbero morte oltre 1.400 persone nella sola Damasco. Nel discorso ha sottolineato quanto sia essenziale che Assad non la passi liscia, per dare un segnale a quanti potrebbero essere tentati di utilizzare le armi non convenzionali in futuro. Gli Stati Uniti sono ora supportati anche dalla Francia, “il nostro alleato più antico”, nella determinazione di agire. Per Kerry, “sarebbe grave se non fosse fatto nulla, se il mondo intero esprimesse parole di condanna e nulla dovesse accadere”. Secondo il Segretario di Stato le prove sul fatto che dietro gli attacchi ci sia Assad sarebbero solide. Il governo Usa ha diffuso delle informazioni dei servizi segreti americani che comproverebbero quanto sostenuto da Kerry.

 

Nel rapporto si afferma che il 21 agosto l’attacco con le armi chimiche ha ucciso 1.429 civili, inclusi 426 bambini. Nei documenti segreti diffusi dalla Casa bianca c’è anche l’intercettazione di una telefonata tra un ufficiale siriano e altri agenti dei servizi di Assad. Il presidente francese, Francois Hollande, nel frattempo ha dichiarato che la Francia continua a sostenere un’azione militare per punire il governo di Assad per l’attacco, nonostante il voto del Parlamento britannico contrario a un blitz militare. Per il ministro della Difesa italiano, Mario Mauro, il voto di Londra deve essere un monito rivolto a tutti i governi per invitarli all’attenzione e alla prudenza, in quanto “il deflagrare del conflitto siriano può costruire un incendio non solo per la regione mediorientale ma per il mondo intero”. Per il ministro Mauro quindi il governo italiano ritiene che la comunità internazionale abbia il dovere di verificare tutte le possibili strade, alternative a un intervento militare, e soprattutto di accertare con esattezza tutte le reali circostanze sul presunto utilizzo di armi chimiche da parte di Assad. Per Mauro infatti, “ci sembra che altri tratti dello scenario siriano suggeriscano, consiglino di puntare sulla soluzione politica”.


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