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IRAN/ Così l'ascesa di Rouhani mette fine all’anomalia Ahmadinejad

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Rouhani  Rouhani

Non ci possiamo aspettare delle aperture incredibili o cambiamenti improvvisi sul nucleare. Gli iraniani, ridendo, di solito dicono: “In fondo è solo il presidente della Repubblica”. Non hanno tutti i torti, perché i poteri del presidente della Repubblica in Iran sono limitati, soprattutto per quanto riguarda il nucleare e la politica estera. Su questi ogni presidente deve stare molto attento, Rouhani per primo in quanto appartiene ai conservatori pragmatici che sono visti con sospetto sia dai riformisti sia dagli ultra-radicali alla Ahmadinejad.

 

Che cosa ci dobbiamo aspettare dal nuovo presidente?

Rouhani ha margini di manovra limitati, ma ciò non vuole dire che non può fare niente. Mi aspetto toni molto diversi e delle iniziative per cercare di ridurre la forte ostilità anti-iraniana da parte di Arabia Saudita e Qatar. L’Arabia Saudita è ossessionata dall’Iran e sta facendo di tutto per indebolirlo e isolarlo in Medio Oriente. Purtroppo lo fa aiutando i peggiori, come i gruppi vicini ad Al Qaeda, i jihadisti e i sunniti più fanatici e intolleranti. Lo si vede in Iraq e in Siria.

 

Che cosa cambierà per la Siria l’elezione di Rouhani?

Immagino poco. All’inizio della rivolta Teheran si è chiesta se si potesse lasciare cadere Assad e cercare un nuovo assetto. Ci ha però subito rinunciato dopo avere visto il sostegno di Qatar e Arabia Saudita ai gruppi qaedisti e jihadisti che oggi dominano l’opposizione siriana. La scelta ormai è tra un crudele dittatore come Assad e un’opposizione sempre più dominata da Al-Qaeda. Soprattutto per le minoranze cristiane, si tratta di una scelta terribile.

 

L’Iran invece la sua scelta l’ha già fatta da tempo …

L’Iran ha capito che non c’è alternativa e che la caduta di Assad si trasformerebbe in una sconfitta strategica molto forte. Teheran perderebbe il collegamento con il Libano e finirebbe sempre più isolato. Inoltre migliaia di jihadisti rientrerebbero in Iraq per attaccare il governo sciita di Bagdad. L’Iran e Rouhani continueranno quindi su questa posizione di sostegno molto forte ad Assad, anche perché da un punto di vista militare il presidente siriano sta dimostrando di essere vincente.

 

(Pietro Vernizzi)



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