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EGITTO/ Farouq: i Fratelli musulmani sterminano i cristiani col beneplacito di Usa e Ue

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Gli egiziani non sono divisi. E’ importante ribadirlo dopo le affermazioni di Catherine Ashton e John McCain di mercoledì. Ai sit-in di Rabaa Adawiya partecipano 20-30mila persone, contro i 30 milioni di persone scese in piazza il 30 giugno e il 26 luglio scorso contro Morsi. Il Paese quindi non è spaccato in due. Da un lato c’è la gente, dall’altra un gruppo militante, fondamentalista e armato protetto da Stati Uniti e Unione Europea. Si tratta di un conflitto nel quale non è possibile essere neutrali, soprattutto se si è cattolici.

 

In che senso dice “soprattutto se si è cattolici”?

Perché da quando Morsi è stato costretto ad abbandonare la presidenza, i cristiani egiziani sono stati sistematicamente uccisi. Nel Sinai hanno tagliato la testa a un uomo copto e un sacerdote è stato ucciso a colpi di arma da fuoco, sono state assassinate delle famiglie e bruciate le loro case e proprietà. E’ stata incendiata una chiesa e sulle sue ceneri è stata posta la bandiera di Al Qaeda. Mercoledì è stata uccisa una bambina cristiana di dieci anni che stava uscendo dalla messa. Eppure per qualche motivazione inspiegabile tutti i media del mondo stanno ignorando l’uccisione sistematica dei cristiani egiziani, perpetrata dai Fratelli musulmani e dai loro sostenitori.

 

Come fa a essere certo del fatto che i massimi leader dei Fratelli musulmani condividano l’odio anti-cristiano di alcuni militanti?

I leader del partito islamista hanno fatto delle dichiarazioni, documentate da diversi filmati, in cui si afferma che i manifestanti in piazza Tahrir sarebbero in larga parte cristiani. Mentre Safwat Abdel-Ghani, del partito Gamaa al-Islamiyya alleato di Morsi, ha dichiarato che ciascun cristiano dovrebbe pagare una tassa aggiuntiva di 20 lire egiziane l’anno, in quanto è un infedele.

 

Che cosa ne pensa delle prese di posizione di Catherine Ashton e di John McCain?

Quando Ashton e McCain parlano di Morsi come di un prigioniero politico, dimenticano il fatto che il presidente egiziano durante il suo mandato è stato costretto a presentarsi in Tribunale perché era accusato di avere favorito l’evasione di alcuni carcerati nel 2011. Morsi è stato condannato da un giudice, e ora è agli arresti per questa motivazione. Se quindi l’Europa e gli Stati Uniti continueranno a sostenere la loro posizione, i cristiani egiziani saranno massacrati esattamente come sta avvenendo in Siria o in Iraq. I cristiani occidentali devono quindi prendere le parti della loro Chiesa e della loro religione, e non guardare quanto sta avvenendo in Egitto come a un semplice scontro tra islamisti e liberali.

 

Qual è la posizione delle massime autorità cristiane in Egitto?

Il patriarca copto-cattolico, Ibrahim Isaac Sidrak, si è espresso pubblicamente affermando che i Fratelli musulmani sono contrari ai principi della democrazia. In nome del rispetto del verdetto delle urne, da cui pure Morsi è uscito vincitore, non si possono dimenticare altri dati di fatto come l’uccisione della ragazza cristiana di dieci anni di cui parlavo prima. In quanto egiziano mi sento responsabile del fatto di proteggere queste persone innocenti e indifese, e ritengo che papa Francesco, riferendosi in un recente messaggio ai cristiani oggetto di persecuzione in tutto il mondo, avesse in particolare in mente la situazione dell’Egitto.

 

I Fratelli musulmani hanno colpito solo dei singoli cristiani, o sono giunti a prendere di mira la Chiesa stessa in quanto istituzione?

Anche la Chiesa copto-ortodossa è finita nel mirino. Un esempio su tutti è emblematico: dopo il suo incontro del maggio scorso con Papa Francesco, il Papa copto-ortodosso Tawadros è stato “castigato” dal governo Morsi con l’imposizione di nuove tasse “ad personam” pari ad alcuni milioni di euro che in precedenza non pagava.

 

(continua - 1)

 

(Pietro Vernizzi)

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