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SIRIA/ Così Putin (e Assad) "spengono" la guerra degli Usa

Per ANDREA MARGELLETTI, l’apertura di Assad a una tutela Onu sulle armi chimiche è una grande vittoria strategica della Russia che ha compiuto una mossa geniale grazie all’ingenuità di Kerry

Obama e Putin Obama e Putin

L’apertura di Assad a una tutela Onu sulle armi chimiche è una grande vittoria strategica della Russia, che ha compiuto una mossa geniale approfittando di un’ingenuità da parte del segretario Kerry. Il presidente siriano rinuncia agli arsenali chimiche, ma in cambio Mosca gli fornirà armi convenzionali tecnologicamente avanzate che gli consentiranno di mettere in grave difficoltà i ribelli” Ad affermarlo è Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali (Cesi), dopo gli sviluppi di ieri nella crisi siriana. Tutto è iniziato con la presa di posizione di Kerry, che ha affermato: “Assad potrebbe evitare un attacco consegnando le sue armi chimiche alla comunità internazionale entro la settimana prossima. Ma temo che non lo farà”. Subito la Russia ha preso la palla al balzo, e ha organizzato una conferenza stampa a Mosca con il ministro degli Esteri siriano, Walid Muallem, che si è detto disponibile ad accettare la proposta.

 

Margelletti, che cosa ha portato al cambiamento di scenario di ieri?

I siriani hanno evitato un drammatico attacco nei loro confronti, che avrebbe portato indiscutibilmente a una ridefinizione del potere sul terreno, in quanto gli americani avrebbero colpito il governo di Damasco. Assad per vincere la guerra non ha assolutamente bisogno delle armi chimiche.

 

Quanto è avvenuto ieri è una vittoria della pace?

Quanto è avvenuto è una vittoria di chi non voleva il conflitto, della legittimazione delle Nazioni Unite e dell’Italia. Quella del presidente Enrico Letta, del ministro degli Esteri, Emma Bonino, e del ministro della Difesa, Mario Mauro, è stata una posizione coraggiosa rispetto all’interventismo francese e britannico. Da un punto di vista strategico è però soprattutto una vittoria russa.

 

Perché parla di una vittoria strategica della Russia?

Poniamo il caso che l’attacco non ci sia, perché Assad consente che alla comunità internazionale di prendere le armi chimiche e di metterle in sicurezza. La guerra tra Assad e i ribelli proseguirebbe con le armi convenzionali, e il governo di Damasco vincerebbe. Il giorno prima dell’attacco con le armi chimiche il presidente siriano stava vincendo, e quindi continuerà a vincere anche nei giorni prossimi.

 

Che cosa ha convinto Kerry ad affermare che se Assad consegnava le armi non ci sarebbe stato un attacco?