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SIRIA/ Bukalov (Itar-Tass): quei 30 minuti che hanno deciso la linea Putin-Obama

Pubblicazione:giovedì 12 settembre 2013 - Ultimo aggiornamento:giovedì 12 settembre 2013, 8.22

Barack Obama con Vladimir Putin (Infophoto) Barack Obama con Vladimir Putin (Infophoto)

A distanza di 14 anni Barack Obama ha compiuto qualcosa di molto simile a Primakov. Invece di raggiungere Mosca un giorno prima dell’inizio del G20, per incontrarsi personalmente con Vladimir Putin come era previsto, ha deciso di arrivare direttamente a San Pietroburgo. Tutto iniziava quindi con le peggiori premesse, poi Obama e Putin si sono incontrati per 30 minuti. Non sappiamo che cosa si siano detti, e non lo sapremo mai, ma dopo l’incontro è uscita la soluzione diplomatica russa.

 

Quante chance di successo ha il piano di Putin?

Questo piano ha già avuto successo perché l’intervento militare è stato rimandato. Qualsiasi rinvio dell’uso della forza è un successo per la pace: non sappiamo come andrà a finire ma intanto possiamo continuare a sperare. L’iniziativa russa è stata accettata sia da Assad sia da Obama.

 

Secondo lei anche Israele è favorevole o cercherà di fare fallire il piano?

Quella su Israele che vorrebbe fomentare lo scontro è una vecchia storia senza alcun fondamento. Stiamo parlando di uno Stato che si estende su una superficie molto ridotta e nel quale risiedono numerosi ex cittadini russi o sovietici. Conosco bene Israele perché lo visito spesso, e so che l’ultima cosa che vuole è la guerra. Il mio auspicio è che il governo Netanyahu mantenga sempre i nervi saldi per non cedere alle provocazioni.

 

Chi lavorerà di nascosto per boicottare la mediazione russa?

In questo caso nessuno, e non soltanto Israele, è realmente interessato a fare fallire la trattativa. Tutti comprendono che l’inizio di una guerra anche locale in Siria è un fatto molto pericoloso che rischia di fare deflagrare la polveriera mediorientale.

 

Per Edward Luttwak, tra Russia e Stati Uniti non possono esserci relazioni positive in quanto Putin ha bisogno di un nemico esterno per continuare a governare il Paese col pugno di ferro. E’ d’accordo con lui?

Luttwak è un grande osservatore, e io sto seguendo la politica interna di Mosca un po’ da lontano perché mi trovo a Roma. Se però Luttwak avesse ragione, Putin avrebbe dovuto opporsi a qualsiasi iniziativa pacifica in Siria, mentre al contrario è stato proprio il presidente russo a farsi interprete di una mediazione. In questo frangente dunque Putin ha guadagnato molta credibilità agli occhi dell’opinione pubblica anche russa.

 

(Pietro Vernizzi)



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