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Siria/ I profughi cristiani non rinunciano a celebrare l'Esaltazione della Croce

Nonostante i ribelli abbiano costretto i cittadini di Malouula alla fuga, i fedeli della cittadina sono partiti per Damasco e hanno celebrato la secolare messa in onore dei martiri

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DAMASCO - Nonostante i cristiani della cittadina di Malouula siano stati costretti scappare a Damasco a causa dell’invasione dei ribelli, non hanno rinunciato a celebrare l’Esaltazione della Croce. I profughi sono andati nella capitale per cercare rifugio e hanno deciso di riunirsi fuori dalle chiese nonostante la situazione precaria che attanaglia tutta la Siria da ormai due anni e mezzo. La festività in questione viene celebrata ogni 14 settembre e risale all’anno 320, quando Elena, madre dell’imperatore Costantino, inviò degli uomini sul monte del Golgota per cercare una sacra croce andata persa. Quando i fedeli trovarono la reliquia accesero dei fuochi sulle vette più alte delle montagne, per avvisare l’imperatore, lungo tutto il percorso che intercorre tra le due città. Fino ad oggi Malouula è stato il luogo sacro dove celebrare questa festività, era da secoli che ogni 14 settembre i fedeli cristiani affluivano da tutta la Siria e da altre parti del mondo in occasione di questa ricorrenza. Solitamente l’Esaltazione della Croce prevede dei falò che ardono per tutta la notte ma oggi le cose sono cambiate. La celebrazione è stata molto più sobria degli anni passati ed è stata dedicata ai tre cristiani uccisi di recente dai ribelli. Hanno partecipato tutte le famiglie rifugiate oltre a un centinaio di persone.

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