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ELEZIONI GERMANIA/ Schmid (Die Welt): il voto metterà fine all’austerità

Peer Steinbrueck e Angela Merkel si sfidano domenica prossima (Infophto) Peer Steinbrueck e Angela Merkel si sfidano domenica prossima (Infophto)

Molti tedeschi pensano che non sia un bene essere responsabili, anche finanziariamente, del mal governo degli altri paesi. Questa è la ragione per cui Alternativa per la Germania prende voti. Tuttavia, ogni tedesco sa e sosterebbe che una situazione come quella della Grecia e degli altri paesi periferici è inaccettabile e che esiste una responsabilità - su questo Schulz ha ragione - dei paesi più ricchi e avanzati, come la Germania, nel risolvere questa situazione. Del resto se la crisi proseguirà, se aumenterà la disoccupazione, verrà messa in pericolo la democrazia non solo dei paesi periferici, ma di tutta l’Europa.

 

Ultimamente si ha l’impressione che la Bundesbank sia molto “interventista”. Basti pensare al ricorso alla Corte costituzionale di Karlsruhe contro il programma Omt della Bce piuttosto che alle parole su un rialzo dei tassi quando Draghi ha da poco fatto capire che resteranno bassi finché necessario. Cosa ne pensa?

La Bundesbank, 20-30 anni fa, aveva più potere di adesso, proprio perché la Germania stessa ha meno sovranità di prima. La banca centrale rappresenta oggi una sorta di ultima istanza della politica di austerità. Credo che ci sarà una sorta di “accordo” tra la Merkel e il governatore Weidmann, per cui mentre lei cambierà posizione sull’austerità, “chiederà” alla Bundesbank di restare “inflessibile”. Di fatto, già ora la nostra è l’unica banca centrale in Europa a mantenere questa posizione.

 

Lei quindi mi conferma che dopo il voto la posizione della Merkel sull’austerità cambierà?

Sì. Credo che la politica dell’austerità sarà molto meno importante dopo le elezioni. Se non subito, entro 5 mesi al massimo si vedrà il cambiamento.

 

E i tedeschi come accoglieranno questo cambiamento?

Come ho detto prima, i tedeschi hanno una certa paura riguardo le politiche sull’euro, ma alla fine saranno d’accordo con la Merkel sul fatto che questo cambiamento sarà necessario.

 

Potrebbe arrivare proprio dalla Germania la richiesta di far nascere un euro “a due velocità”, magari con una moneta per i paesi più forti e un’altra per quelli periferici?

Credo di no. C’è solo un solo partito che la pensa così ed è l’Alternativa per la Germania. Tutti gli altri non credono a un euro a due velocità.

 

I rapporti tra Germania e Italia potrebbero cambiare in base al risultato delle elezioni?

Da quando sono stati siglati i Trattati di Roma, per la Germania l’Italia è un Paese molto importante, anche perché fondatore dell’Ue. La Merkel non ha avuto mai brutti rapporti con l’Italia. Una volta ho parlato con lei di Berlusconi quando ancora era Premier e, nonostante considerasse strane alcune sue scelte e comportamenti, mi ha detto che lei restava a fianco dell’Italia. Sarà interessante vedere più che altro se il Governo Letta terrà. Se cadrà, si potrebbe creare una situazione complicata in Europa e anche nei rapporti tra Italia e Germania.

 

C’è chi pensa che la Germania sia troppo grande per stare in Europa unita, ma troppo piccola per poterla guidare da sola. Cosa ne pensa?

È vero, ed è il vecchio problema della Germania, che continuerà a esistere. Almeno fin quando non ci saranno gli Stati Uniti d’Europa. Credo però che non nasceranno nel breve-medio periodo, diciamo almeno nei prossimi 50 anni…

 

(Lorenzo Torrisi)

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