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INDIA/ Si fidanzano senza il consenso delle famiglie: lei viene trucidata, lui decapitato

Due giovani di 20 e 23 anni sono stati uccisi dai familiari di lei per aver continuato la propria relazione nonostante il disaccordo dei rispettivi parenti, facendosi così "giustizia".

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Avevano deciso di continuare la loro relazione nonostante il disaccordo dei familiari, ma sono stati barbaramente uccisi. E' accaduto a due giovani amanti nel villaggio di Gharnavati, nello Stato indiano di Haryana, 20 anni lei e 23 lui. Solo pochi giorni fa, erano fuggiti a New Delhi proprio per il rifiuto dei rispettivi parenti di accettare il loro amore, cercando così di vivere felicemente una storia che nessuno sembrava volere. Nidhi Barak era una studentessa di Belle Arti, mentre Dharmandra Barak seguiva un corso di specializzazione tecnica. I genitori della ragazza sono riusciti ad entrare in contatto con lei, chiedendole, con l’inganno, di tornare a casa con la promessa che nulla sarebbe stato fatto di male né a lei né al suo compagno. Ma, come ha ricostruito successivamente la polizia, “nella casa di Nidhi era stato organizzato un vero e proprio centro di tortura, che ha portato alla morte di entrambi i giovani'”. La ragazza è stata selvaggiamente uccisa in pubblico, mentre il giovane è stato brutalmente malmenato: i suoi torturatori gli hanno spezzato le braccia e le gambe, e lo hanno alla fine decapitato. Il suo corpo è stato gettato in una piazza del villaggio a chiari fini dimostrativi. Gli agenti sono intervenuti bloccando la cerimonia di cremazione della ragazza, arrestando i responsabili e trasferendo i resti dei due giovani in ospedale per l’autopsia. Il padre, lo zio e due altri parenti della giovane sono stati arrestati.

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