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SIRIA/ Jean: Putin non vuole mantenere gli impegni e si fa beffe di tutti

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Assad dispone di arsenali chimici  Assad dispone di arsenali chimici

L’utilizzo delle armi chimiche da parte di Assad è una mossa che è stata concordata con la Russia e con l’Iran, approfittando di una situazione di particolare debolezza dell’Occidente e in particolare degli Stati Uniti.

 

Il governo di Damasco sapeva già di poter superare impunemente la “linea rossa”?

Sì, e ad andarci di mezzo è stata la reputazione degli Stati Uniti. Il messaggio che emerge dalla vicenda siriana è che le “linee rosse” non sono rispettate e che nessuno è punito se supera i limiti definiti dal presidente degli Stati Uniti.

 

La Russia sta giocando con il fuoco?

La Russia ha tutto l’interesse a creare una situazione di stallo. Nella parte più estremista della ribellione in Siria militano diversi ceceni. Se Assad dovesse essere abbattuto, i guerriglieri ritornerebbero in forza in Cecenia e incomincerebbero a compiere attentati in Russia. Mosca si appoggia inoltre sempre più all’arco sciita in quanto i sunniti sono legati agli Stati Uniti.

 

Come valuta la posizione degli Stati Uniti?

Il problema fondamentale è quello della debolezza americana. Non si tratta di una debolezza militare, ma sostanzialmente di carattere politico e psicologico legato in particolare ai tentennamenti del presidente Obama.

 

Chi esce vincitore da questa vicenda?

I veri vincitori sono due, la Russia e Assad. I perdenti sono invece i ribelli. La riduzione della potenza di combattimento della parte più moderata dell’opposizione, corrisponde a un rafforzamento della parte più radicale. Putin in questa vicenda si è fatto beffe del mondo intero, incluso il Papa che pure ha citato ipocritamente con parole di grande rispetto nell’articolo pubblicato sul New York Times.

 

Che cosa ha permesso a Putin di far prevalere il suo punto di vista?

La sua rapidità di decisione gli ha permesso di spiazzare Obama facendogli perdere la faccia di fronte al mondo intero. Non dimentichiamoci che le armi chimiche sono marginali in un conflitto civile. Su 120mila morti in Siria, meno di 2mila sono stati provocati dalle armi chimiche.

 

Come ne esce invece Assad?

Oltre a Putin, questa vicenda rafforza Assad. Da bandito quale era raffigurato, il presidente siriano è stato legittimato come un partner della pace. Gli accordi tra Lavrov e Kerry sono inoltre del tutto irrealistici. Distruggere le armi chimiche è infatti complicato quasi come distruggere le armi nucleari, e in questo caso si tratta di mille tonnellate di arsenali. L’accordo patrocinato dalla Russia sulla distruzione delle armi non convenzionali non sarà quindi realizzato, e del resto le scuse per non farlo non mancheranno.

 

(Pietro Vernizzi)



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