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ELEZIONI GERMANIA/ Rusconi: c'è il pericolo che Merkel e Spd mollino l’Europa

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Angela Merkel  Angela Merkel

Sì, perché si tratta di una posizione oggettiva. La Germania negli ultimi anni è diventata importante con un’accelerazione notevole, paradossalmente grazie alle regole europee che l’hanno facilitata. E’ questo che con una certa ipocrisia non è detto neppure dalla Cancelliera, che sembra così disponibile a lodare i suoi stessi elettori.

 

In che senso?

La Merkel ha ricordato più volte che i tedeschi sono più laboriosi, e in parte ciò è anche vero. Ma il salto di qualità del rafforzamento del potere economico è dovuto ai meccanismi di carattere monetario, che hanno oggettivamente ma legittimamente aiutato la Germania. Berlino in un certo senso non sbaglia a dire che le regole Ue non vanno cambiate.

 

Come valuta i rischi di un’egemonia tedesca sull’Europa?

Li escludo, in quanto non è vero che quella tedesca sia una classe politica ambiziosa che vuole egemonizzare e dominare il mondo, anzi è molto prudente. L’ipotesi più traumatica sarebbe casomai quella di ritirarsi dall’Europa, e non invece quella di volerla conquistare.

 

Dopo le elezioni la Germania volterà le spalle all’Europa?

Dipende. In teoria l’isolazionismo è più liberale e di destra, ma è trasversale e sono convinto che anche gli elettori socialdemocratici condividono questa linea. Al di là del suo stile molto abile, del suo pragmatismo e della sua capacità di farsi accettare, il punto di forza della Merkel è che interpreta esattamente i sentimenti dei tedeschi. Questi ultimi si trovano a godere di una situazione relativamente favorevole e non capiscono perché dovrebbero rinunciarvi cambiando le regole per aiutare gli altri paesi. I tedeschi tendono a fare prevalere un giudizio morale, secondo cui gli abitanti dell’Europa meridionale sarebbero delle “cicale” e dei “furbetti”. Ci sono stati ovviamente degli abusi, ma in realtà a decidere le sorti dell’economia europea è stato uno squilibrio di carattere generale.

 

(Pietro Vernizzi)



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