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ATTACCO NAIROBI/ Il terrorista chiede perdono al bambino: non siamo dei mostri

“Per favore perdonami, non siamo mostri”. Così uno degli aggressori somali del centro commerciale Westgate di Nairobi, in Kenya, si è rivolto a un bambino inglese di quattro anni

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

“Per favore perdonami, non siamo mostri”. Così uno degli aggressori somali del centro commerciale Westgate di Nairobi, in Kenya, si è rivolto a un bambino inglese di quattro anni, Elliott Prior, che in quel momento stava facendo acquisti con la madre e la sorella. E' lo zio del piccolo a raccontare al Sun che Elliott, durante il massacro che ha provocato la morte di almeno 68 persone e il ferimento di altre 200, ha affrontato uno dei terroristi: "Sei un uomo molto cattivo", gli ha urlato. L'islamista, colpito dal coraggio, li ha lasciati andare, ha regalato al bambino una barretta di cioccolata e ha chiesto perdono. Elliott e sua sorella sono stati poi fotografati all'uscita dal centro commerciale: visibilmente provato, il piccolo stringe la barretta di cioccolata mentre alle sue spalle c'è il corpo di un altro bambino deceduto durante l'attacco. La madre, che si trovava insieme a loro, ha portato fuori dal Westgate altri due bambini, tra cui una dodicenne la cui madre era stata uccisa dai terroristi. All'interno dell'edificio, uno degli aggressori le ha detto di essere lì per uccidere solo i kenyani e gli americani: "Mi ha detto che devo convertirmi all’Islam e mi ha chiesto: mi perdoni?", ha raccontato la donna.

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