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ATTENTATO NAVY YARD/ Video, l'Fbi: Aaron Alexis credeva di essere controllato da onde elettromagnetiche

E’ stato diffuso il filmato ripreso dalle telecamere a circuito chiuso all’interno del Washington Navy Yard, il cantiere della Marina Usa dove Aaron Alexis ha ucciso dodici persone.

Aaron Alexis in un fotogramma ripreso dalle telecamere Aaron Alexis in un fotogramma ripreso dalle telecamere

E’ stato diffuso il filmato ripreso dalle telecamere a circuito chiuso all’interno del Washington Navy Yard, il cantiere della Marina militare statunitense dove Aaron Alexis ha ucciso dodici persone. Le immagini rese pubbliche dall’Fbi mostrano l’uomo, un ex veterano in congedo proprio della Marina, aggirarsi per l’edificio imbracciando con sicurezza ed estrema lucidità il suo Remington 870, un potente fucile a pompa. Quella di Alexis, però, sarebbe solamente una lucida follia: l’intelligence americana, pubblicando il video, ha fatto sapere in conferenza stampa che l’attentatore, di 34 anni e originario di Fort Worth, in Texas, era convinto di essere controllato o comunque influenzato da una banda di frequenze radio compresa tra 3 e 30 Hz, chiamata “extremely low frequency” (ELF). Secondo la delirante convinzione di Alexis, le onde elettromagnetiche erano utilizzate dal governo americano per inviare al suo corpo continue vibrazioni, controllare la sua mente e impedirgli di dormire. A testimoniarlo, secondo quanto riferito sempre dall’Fbi, ci sarebbero i messaggi incisi dall’aggressore proprio sul fucile utilizzato per compiere la strage all’interno del Navy Yard, oltre ad altri scritti ritrovati in seguito. Non è forse un caso che proprio la banda ELF è stata in passato utilizzata dalla Marina degli Stati Uniti e da quella sovietica per comunicare con i sottomarini immersi: normalmente i sottomarini sono schermati dalla maggior parte di trasmissioni elettromagnetiche a causa dell'elevata conduttività elettrica dell'acqua salata, ma i segnali nel campo di frequenze ELF, invece, possono penetrare molto più in profondità.

Alexis è rimasto ucciso durante lo scontro a fuoco con la polizia: come riportato dal Washington Post, l’ex veterano non era più in servizio dal 2011, dopo aver lasciato il corpo militare “per cattiva condotta”. Prima di lasciare la Marina viveva in Texas, dove era impegnato nello squadrone 46 di supporto logistico alla flotta. A seguito dell’esperienza militare, invece, l’attentatore lavorava per una ditta impiegata in subappalto dalla Hp (Hewlett-Packard) Entrprise Service nell'ambito di un contratto "per aggiornare apparati di intranet service usati dalla Marina" degli Stati Uniti. E’ stato accertato che il 16 settembre scorso l’uomo si è introdotto nel Washington Navy Yard, una struttura a cui può accedere solamente il personale autorizzato, utilizzando il documento di qualcun altro, ma non è ancora chiaro se abbia potuto contare su alcuni complici. "Una violenza senza senso che fa eco ad altre tragedie: Fort Hood e Newtown", ha detto il presidente americano Barack Obama intervenendo alla cerimonia in memoria della strage del Navy Yard. "Tragedie così dovrebbero essere uno shock per tutto il paese invece qui non accade invece nulla. Non possiamo accettarlo, serve il controllo delle armi", ha aggiunto.

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