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PAKISTAN/ Z.Y. (cristiano): perdono i talebani che mi hanno ucciso 13 familiari

Pubblicazione:venerdì 27 settembre 2013

Attentato in Pakistan (Infophoto) Attentato in Pakistan (Infophoto)

Sì.

 

E ha paura quando ci va?

No, non ho paura e non l’avrò mai in futuro.

 

Perché?

Perché quando un terrorista ti lancia una bomba addosso ti uccide, ma quando hai paura è come se fossi tu a ucciderti da solo. Per questo motivo noi cristiani pakistani non possiamo permetterci di avere paura.

 

Non teme per la sua vita?

Non temo per me stesso, ma ho paura per i miei familiari e per la comunità cristiana della mia città, e soffro molto per il fatto di non potere vivere liberamente la mia religione. Nella fede trovo però la forza per affrontare tutto ciò.

 

Quanti parenti ha perso nell’attentato?

Nell’attentato sono morti 13 miei parenti tra zii e cugini e numerosi amici, senza contare le persone rimaste ferite. Tra i miei cugini morti nell’esplosione ci sono diversi bambini.

 

Che cosa possono fare i cristiani occidentali per aiutare la minoranza perseguitata in Pakistan?

Ciò di cui abbiamo bisogno è di maggiore sicurezza e di medicine per le persone ferite. I Paesi occidentali hanno risorse che spesso vanno sprecate e che potrebbero essere utilizzate per aiutarci. Qui in Pakistan c’è bisogno del vostro sostegno.

 

Quale tipo di sostegno?

Abbiamo bisogno del vostro sostegno finanziario per il cibo, l’istruzione e un futuro migliore. Qui manca ogni cosa.

 

Se la sente di perdonare i talebani che hanno attaccato la chiesa e ucciso 13 dei suoi parenti?

Sì, perché Gesù Cristo ci ha insegnato a perdonarli in quanto non sanno quello che fanno.

 

(Pietro Vernizzi)



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