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CAOS EGITTO/ Ecco come la nuova Costituzione isolerà i Fratelli musulmani

Pubblicazione:sabato 28 settembre 2013

Una donna egiziana durante gli scontri (Infophoto) Una donna egiziana durante gli scontri (Infophoto)

Bisogna risalire alla rivoluzione degli “ufficiali liberi” nel 1952. I Fratelli Mussulmani appoggiarono quella rivoluzione, cercando di inserirsi e appoggiando Muhammad Naguib. Poi nel 1954 la partita la vince Gamal Nasser. C'è la storia di un attentato ad Alessandria, forse “pilotato” (ma non si può affatto affermarlo) contro Nasser durante un comizio ad Alessandria. Un Fratello Mussulmano spara otto colpi al futuro rais, da breve distanza, e non lo colpisce. Non c'è dubbio che quell'attentato fallito servì a Nasser.

 

In tutti i casi Nasser fu un punto di riferimento per tutto il Medio Oriente. Non le pare?

Lo era. Un punto di riferimento che oggi purtroppo manca in Medio Oriente e che, per questa carenza, favorisce, litigi, contrasti, conflitti. Nei confronti di Nasser, gli occidentali cominciarono a commettere i loro errori, costringendolo di fatto ad avvicinarsi all'Unione Sovietica in un periodo cruciale della “guerra fredda”. E' stato uno dei tanti errori della diplomazia occidentale e anche di quella americana.

 

Da che cosa sono determinati questi errori della diplomazia occidentale e di quella americana in particolare?

Gli occidentali e gli americani guardano soprattutto ai loro interessi. Durante la “guerra fredda” hanno sostenuto tutti i dittatori della zona. Vengono accusati di operare una politica del “double standard”. Cambiano opinione quando mutano le situazioni del quadro mondiale. Il presidente Barack Obama accende le speranze con il comizio del Cairo del giugno del 2009, ma poi fa una politica incerta e quindi si muove male. Il risultato, anche per questa ragione, è quello che si vede oggi.

 

Ma come giudica, alla luce di tutto questo, la cosiddetta “primavera araba”, professor Campanini?

E' stato un movimento interessante per passare finalmente a uno Stato democratico. Ora si pensa che tutto questo sia fallito solo per colpa delle forze islamiste. Ma è una visione riduttiva, non si può dire che la colpa sia in Egitto solo dei Fratelli Mussulmani e in altri Paesi delle forze islamiste Ci sono altre forze in quelle società, come in quella egiziana, che si oppongono a un simile cambiamento. Non è solo l'esercito, ma anche vari strati sociali che hanno beneficiato in passato di vantaggi a cui non sanno rinunciare, a cui non vogliono rinunciare. E' questo che ha depotenziato le rivolte del 2011.

 

C'è anche all'interno del Medio Oriente, almeno si dice, un ruolo dell'Arabia Saudita.

E' dai tempi di Feisal, dagli ani Sessanta, che l'Arabia Saudita cerca di giocare un suo ruolo egemonico, con il suo orientamento salafita e conservatore. Ma non possiamo stare a ragionare su retroscena. Il problema reale è che il Medio Oriente è una polveriera, ma è sempre stato una “polveriera”. Il fatto più inquietante in questo momento è, come dicevamo prima, la mancanza di un punto di riferimento, un leader che sappia interpretare meglio di altri una politica mediorientale. Nasser era un punto di riferimento. Laico e socialista, certo, ma anche non ostile all'islamismo del popolo.

 

Che soluzione prevede per il Cairo? 


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