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Esteri

SIRIA/ Curti Gialdino: Italia e Gb possono mediare tra gli "ultras"

Vladimir Putin e Barack Obama (Foto InfoPhoto)Vladimir Putin e Barack Obama (Foto InfoPhoto)

Una trattativa presupporrebbe che Assad si sieda con gli altri gruppi in un consesso internazionale. Va tenuto conto, anche per capire gli effetti che questo fatto può giocare nei confronti dell’opinione pubblica americana, che a combattere Assad ci sono anche gruppi legati ad Al Qaeda. Abbattere Assad presenta quindi il rischio di affidare il Paese in mano ad Al Qaeda.

 

Come valuta invece la posizione dell’Italia?

Quella dell’Italia è una posizione molto ortodossa, del tutto rispettosa delle regole del diritto internazionale. Quest’ultimo prevede che la forza possa essere utilizzata per legittima difesa, in attesa che il consiglio di sicurezza dell’Onu legiferi e prenda in mano la situazione. Se non c’è l’aggressione di uno Stato contro un altro, l’uso della forza richiede una risoluzione vincolante del consiglio di sicurezza dell’Onu, con un voto non negativo dei cinque membri permanenti. Il governo Letta si trova dunque in una posizione del tutto corretta, a differenza di quanto fece D’Alema nel 1999 quando andò al conflitto senza un voto del Parlamento, in contrasto con quanto afferma la nostra Costituzione.

 

Perché allora Letta ha firmato il documento in cui si afferma che le armi chimiche sono state usate da Assad?

Ciò non è in contraddizione con il fatto di non volere un intervento senza un mandato dell’Onu, in quanto evidentemente Letta ha visto le prove e le ha trovate convincenti. E’ una posizione di fatto, che non è per nulla in contrasto con le considerazioni di diritto che facevamo prima.

 

Dal punto di vista delle relazioni internazionali come ne esce l’Italia?

L’Italia non esce male da questa vicenda perché è in ottima compagnia, ha la stessa posizione di Regno Unito e Germania, che non hanno una linea ideologicamente favorevole alla Siria, come potrebbe essere la posizione russa o quella cinese, ma neanche una posizione interventista. Il fatto che l’Italia non sia più sorvegliata speciale, perché la procedura d’infrazione europea è stata chiusa, non ci autorizza a pretendere troppo. Sul piano internazionale però il governo Letta si è mosso in modo corretto, con la nostra Costituzione in una mano e la Carte delle Nazioni Unite nell’altra.

 

(Pietro Vernizzi)

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