BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

EGITTO/ Padre Mistrih: se l'esercito vuole la pace, difenda anche i cristiani

Una manifestazione al Cairo (Infophoto)Una manifestazione al Cairo (Infophoto)

Alcuni pensano così, e sono convinti del fatto che quella del governo sia una tattica politica per fare vedere al mondo il volto peggiore dei Fratelli musulmani. Non si comprende se si tratti di una strategia o se davvero il governo sia impotente e non riesca a sorvegliare qualsiasi edificio. Resta il fatto che non è solo la polizia a non avere convinto, anche l’Esercito dispone di migliaia di uomini che potevano essere impiegati per il presidio delle chiese, eppure non lo ha fatto.

 

Insomma per i cristiani è sempre più difficile capire di chi si possono fidare …

La situazione resta preoccupante ma l’Egitto è sulla buona strada. Se escludiamo i fanatici che hanno attaccato le chiese, mai come in questi giorni si è parlato del fatto che musulmani e cristiani sono fratelli, ed entrambi vogliono lavorare insieme per la libertà, il rilancio dell’economia, la creazione di un sistema dell’istruzione efficiente. E’ la prima volta che se ne parla così seriamente.

 

Eppure l’Egitto sembra non trovare la sua strada …

Non sono d’accordo, i cittadini egiziani stanno cercando la strada giusta per il Paese, si sono pronunciati di fronte a tutto il mondo contro i Fratelli musulmani. Il fatto che una grande nazione musulmana come l’Egitto dica che non vuole più saperne dell’integralismo islamico è un passo avanti decisivo.

 

Lei che cosa si aspetta per il futuro del Paese?

Se riusciremo a superare questa fase sarà una grande vittoria. Il problema però è che la gente comune egiziana che è scesa in piazza contro Morsi ha contro di sé l’islam internazionale, con tutte le pressioni che sta facendo sulle grandi potenze. E’ anche per questo motivo che i media occidentali non stanno raccontando in modo corretto quanto è avvenuto in Egitto.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.