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IL CASO/ Quintavalle (Uk): l'aborto "selettivo"? Un alibi in più che aumenta gli omicidi

Pubblicazione:domenica 8 settembre 2013

Una manifestazione contro l'aborto (Infophoto) Una manifestazione contro l'aborto (Infophoto)

La polemica sul fatto che la Procura inglese abbia deciso di non aprire un’inchiesta su questa vicenda rischia di essere controproducente. Se si calca troppo la mano si finirà per spingere l’opinione pubblica a schierarsi dalla parte dei medici, anche perché quanto compiuto dai giornalisti del Daily Telegraph potrebbe non essere ritenuto del tutto trasparente.

 

Ritiene che la loro inchiesta abbia comunque il merito di avere mostrato la punta dell’iceberg degli aborti selettivi?

In Inghilterra sappiamo benissimo che nelle comunità immigrate dove per motivi tradizionali si preferisce avere dei figli maschi, è facile che si verifichino degli aborti selettivi. Nel Regno Unito per praticare un aborto basta dichiarare entro i primi mesi che non si riesce a sopportare quella specifica gravidanza, e non è neppure necessario fornire una motivazione. E’ facile quindi verificare con l’ecografia il sesso del bambino e quindi se non corrisponde alle proprie preferenze decidere di abortire. Gli aborti selettivi nel Regno Unito sono già praticati, anche se ufficialmente nessuno scriverà mai sul certificato che l’interruzione di gravidanza era praticata per motivi di genere. Da un punto di vista legale purtroppo non esiste nessun confine tra un aborto selettivo e qualsiasi altra interruzione di gravidanza.

 

Può spiegarci meglio come funziona la legge britannica?

Ogni anno nel Regno Unito si verificano 200mila aborti, il 98% dei quali è praticato semplicemente perché la donna non vuole un figlio. Sui certificati si usa la formula che la salute psichica della donna non consente di portare a termine la gravidanza. La realtà però è che la legge inglese consente l’aborto per qualsiasi motivo. Gli aborti che si verificano per problemi di salute della madre o perché al bambino sono state diagnosticate gravi malattie rappresentano solo una piccola percentuale.

 

(Pietro Vernizzi)



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