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Esteri

SIRIA/ 1. Mario Mauro: la soluzione politica dell'Italia è in sintonia col Papa

Mario Mauro (Infophoto)Mario Mauro (Infophoto)

Una nostra nave si trova in acque internazionali di fronte alla costa del Libano con l’intento di fornire maggiore protezione e maggiori capacità operative al nostro contingente presente in Unifil. La missione Onu ha lo scopo di monitorare e contribuire alla separazione tra Israele e Hezbollah nella zona a sud del fiume Litani. E’ una missione che dovrebbe continuare anche se si inasprissero gli elementi del conflitto siriano, perché sarebbe una iattura per il Libano e per la pace perdere anche il presidio di quell’area e rendere possibile lo scontro tra Israele e Hezbollah.

 

Per Ezio Mauro si può aderire all’appello del Papa, ma un ministro è tenuto innanzitutto a prendere decisioni politiche. Che cosa risponde?

Non c’è contraddizione tra il mio ruolo di ministro e la partecipazione al richiamo spirituale o religioso dell’appello del Papa, così come pure con la condivisione delle valutazioni di carattere culturale, sociale, storico e politico espresse dalla Santa Sede sul caso siriano.

 

Aldo Cazzullo nel suo recente editoriale su Corriere ha scritto che l’auspicio del Papa è condivisibile, ma in Siria è già in corso una guerra e occorre fermarla. Lei che cosa ne pensa?

Bisogna capire se il cosiddetto “intervento punitivo” ha la capacità di contenere la spinta del regime di Assad oppure inasprirebbe il conflitto stesso e renderebbe meno probabile l’apertura di una soluzione politica. Non si fanno quindi discussioni di carattere ideologico e di principio, ma si cerca faticosamente di arrivare alla pace.

 

E’ vero che il G20 è stato un fallimento?

Non condivido la lettura di quanti affermano che il G20 sarebbe stato del tutto fallimentare. E’ stata una circostanza in cui i Paesi con grande franchezza si sono detti come la pensano, e questo vuol dire che nella comunità internazionale è in corso una riflessione su un problema che prosegue da due anni. A maggior ragione ciò vuol dire che qualcosa si sta muovendo, ma bisogna essere pazienti e moltiplicare gli sforzi.

 

Quale evoluzione si attende e che cosa può fare l’Italia?

L’Italia sta già facendo molto, perché la posizione che ha tenuto finora ha determinato quel contagio di ragionevolezza che è sembrato ispirare negli ultimi giorni sia la riflessione in Gran Bretagna sia la riconsiderazione da parte francese dei passi da seguire per approdare a una soluzione. Il Paese da cui dipendono i destini del mondo rimangono gli Stati Uniti, e da questo punto di vista anche il dibattito che sta avvenendo in America in questi giorni mi sembra che sia fecondo.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
10/09/2013 - commento (francesco taddei)

la soluzione politica dell'italia è sempre quella degli altri. l'italia e i suoi rappresentanti (nominati non dal popolo) è un paese di servitori. sia in politica estera sia in europa, dove mauro e napolitano sperano che l'identità italiana evapori nel dirigismo francotedesco, perchè ribadire la propria identità non è "europeo".