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Caso Kenyatta/ Il Kenya si ritira dalla Corte Internazionale

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NAIROBI, KENYA - Continua il curioso caso che coinvolge il presidente keniota Uhuru Kenyatta condannato dalla Corte penale internazionale. Il primo cittadino era stato dichiarato colpevole per crimini contro l’umanità ai primi di marzo dalla Corte dell’Aia per le violenze sulla popolazione civile in seguito alle proteste causate dai risultati elettorali. Kenyatta vinceva le presidenziali di qualche decimo percentuale, quanto bastava per evitare il ballotaggio. La repressione nei confronti dei manifestanti era costata la vita a un migliaio di persone e a denunciare il fatto alla Cpi era stato il suo avversario politico sconfitto Raila Odinga. Il processo per crimini contro l’umanità, che vede imputati Kenyatta e il vicepresidente William Ruto, è alle porte in quanto dovrebbe cominciare la prossima settimana. Il parlamento però ha deciso di intraprendere tutte le azioni possibili per evitare il giudizio dei due imputati e come prima mossa sta decidendo di approvare una mozione per svincolare il Kenya dallo Statuto di Roma, ossia il patto costitutivo della Corte penale internazionale. Nel giro di un mese si dovrebbe arrivare quindi a un disegno di legge per abrogare il trattato internazionale, ma la Corte ha già fatto sapere di voler procedere comunque nei confronti di Kenyatta e del suo vicepresidente Ruto.



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