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SIRIA/ Mons. Lahham (Giordania): qui tutti i musulmani stanno con Papa Francesco

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Musulmano (infophoto)  Musulmano (infophoto)

All’indomani della giornata di digiuno e di preghiera per la Siria, il Papa è tornato a parlare delle tensioni che minacciano la pace in Medio Oriente durante l’Angelus in piazza San Pietro. “Scegliere il bene comporta dire no all'odio fratricida e alle menzogne di cui si serve, alla violenza in tutte le sue forme, alla proliferazione delle armi e al loro commercio illegale - sono state le parole del Papa -. Questi sono nemici da combattere uniti e con coerenza, non seguendo altri interessi se non quelli della pace e del bene comune”. Per il vescovo Maroun Lahham, vicario del Patriarcato dei Latini ad Amman in Giordania, la giornata di preghiera è stata un evento per l’intero Paese e tutti i musulmani si trovano completamente d’accordo con l’appello del Santo Padre.

 

Vescovo Lahham, come è stata vissuta la giornata di digiuno e di preghiera ad Amman?

Sabato abbiamo organizzato una messa con un’ora di adorazione al centro Nostra Signora della Pace ad Amman, alla presenza mia e del nunzio apostolico, monsignor Giorgio Lingua. Tutte le parrocchie della Giordania hanno organizzato una messa in serata, e sabato è stata una giornata di digiuno e preghiera come aveva chiesto il Santo Padre. L’auspicio è che ciò contribuisca a riportare la pace nella regione.

 

Qual è stata la reazione delle personalità musulmane all’iniziativa del Papa a favore della pace?

Tutti sono favorevoli in quanto hanno la stessa posizione del Santo Padre. Non vogliono cioè un intervento militare in Siria e si auspicano che si trovi una soluzione pacifica. Spero che anche i capi di Stato delle superpotenze arrivino a queste stesse conclusioni.

 

Alla preghiera hanno partecipato anche dei musulmani?

In Giordania la convivenza tra cristiani e musulmani di solito è molto positiva, ma francamente sabato non c’è stata una partecipazione dei musulmani.

 

Ritiene che pregare possa aprire uno spiraglio di pace in Siria?

Pregare è importante perché il Signore è l’unico che può cambiare i cuori e le menti dei governanti, e fare sì che cerchino la pace e il bene degli altri anziché volere soltanto i loro interessi politici ed economici. L’uomo fa tutto ciò che è in suo potere, ma quando si sente incapace di cambiare si rivolge al Signore.

 

Ma il richiamo del Papa è rivolto soltanto agli americani?



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