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CINA/ Condannata a morte l'ostetrica che rapiva e rivendeva i neonati

E’ stata condannata a morte, con sospensione della pena, l’ostetrica cinese accusata di aver rapito diversi neonati dall’ospedale infantile e di averli venduti a trafficanti di esseri umani

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E’ stata condannata a morte, con sospensione della pena, l’ostetrica cinese accusata di aver rapito diversi neonati dall’ospedale infantile dove lavorava, nella contea di Fuping, e di averli venduti a trafficanti di esseri umani. La donna, secondo la sentenza di un tribunale della provincia nordoccidentale cinese dello Shaanxi, avrebbe convinto con l'inganno i genitori di sei neonati a consegnare i loro figli perché malati: a luglio l'ostetrica avrebbe venduto il primo bambino per 21.600 yuan, circa 2.500 euro. I trafficanti lo avrebbero poi rivenduto a loro volta a 59.800 yuan, oltre settemila euro. Ad aprile, invece, quando un neonato è stato volontariamente abbandonato dai suoi genitori, la donna ne ha approfittato e lo ha venduto per mille yuan. A seguito delle indagini della polizia cinese, i sei bambini sono stati riconsegnati alle famiglie e la donna condannata a morte, con sospensione della pena. Un altro tribunale ha inoltre processato quattro funzionari dell'ospedale, tra cui il primario, per "grave negligenza del dovere".

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