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EGITTO/ Al via il voto sulla Costituzione: primi scontri al Cairo, un morto

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Si è aperto nel sangue il referendum sulla nuova Costituzione voluta dai militari. Un manifestante pro-Morsi ha perso la vita nel corso degli scontri tra dimostranti e polizia a Beni Suef, località a sud del Cairo. I sostenitori del presidente egiziano deposto il 3 luglio cercavano di ostacolare le operazioni di voto circa la nuova Carta, bloccando l’accesso ai seggi al grido di “boicottare la Costituzione dei vampiri”. In precedenza, inoltre, una bomba è scoppiata nel sobborgo di Imbaba (a nord-ovest rispetto alla capitale), senza comunque fare né vittime né feriti. Il  primo vero test per il regime instaurato (nel luglio 2013) dalla forze armate egiziane non è certo iniziato nel migliore dei modi. Le consultazioni, che continueranno anche nella giornata di domani, dovrebbero aprire una nuova fase per il governo del Paese, oltre a testare il reale consenso popolare al generale Abdel Fattah al-Sisi, ministro della Difesa e comandante dello stato maggiore interforze. Sono chiamati alle urne (in oltre 30mila seggi) circa 53 milioni aventi diritto di voto. Nodo cruciale sarà l’affluenza che il referendum farà registrare. In merito, Adly Mansour, presidente a interim, (nominato dagli stessi militari), ha rivolto alla vigilia un appello alla popolazione: “Vi chiedo di non venire meno alla responsabilità di cui siete debitori nei confronti della Nazione e di andare ciascuno al proprio seggio a votare per garantire a questo Paese un futuro migliore”. Gli egiziani sembrano aver accolto in pieno il suo invito: fin dal primo mattino, soprattutto nelle grandi città, si sono in effetti formate lunghe code di elettori in attesa di esprimersi. Imponenti le misure di sicurezza: oltre 160.000 gli agenti impegnati a garantire l'affluenza. Il ministro dell'Interno, Mohamed Ibrahim, aveva già messo in guardia gli oppositori che intendevano creare disagi: "Saranno trattati con durezza e fermezza". Entrando nel merito della bozza costituzionale, questa è stata depurata da tutte le norme d'impronta marcatamente islamista. La sua approvazione referendaria, dunque, appare scontata.



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