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SIRIA/ Il reporter: si prepara un nuovo Afghanistan modello '89

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Molti dei combattenti stranieri che sono in Siria sono gli stessi che hanno commesso massacri e atrocità contro gli stessi siriani (e non). Ad ogni modo non credo, vista la forte ideologia che li spinge a combattere una Jihad globale, che molti membri dell’Isis si uniranno a gruppi “leggermente” più moderati. Moderati tra i ribelli siriani, o per lo meno tra i gruppi ribelli di principale importanza ce ne sono pochi. Sono militanti del Fronte islamico, che oggi raccoglie quelli che erano i reggimenti Liwan al-Tawid, Ahrar al-Sham's e altri gruppi minori, i quali una settimana fa hanno postato un video su internet dove due uomini vengono frustati ad Aleppo, davanti ad un pubblico di civili, per non aver rispettato la preghiera del venerdì. Ovviamente diventano moderati se paragonati con l’Isis ma non possono certamente rappresentare quella “rivoluzione” che la maggior parte degli attivisti vuole farci credere sia in atto in Siria. L'Esercito Libero Siriano è praticamente scomparso e rimane operativo soltanto a Darkush (Provincia di Idlib) e qualche piccola brigata sparsa per varie città. Ovviamente l’influenza è pari allo zero e lentamente vanno tutti a confluire nel Fronte islamico. Poi…

 

Prego.

Molti continuano a paragonare la situazione all’Iraq, ma personalmente credo che quello che succede oggi in Siria sia più simile a quello che è successo in Afghanistan nel 1989, quando i Sovietici hanno lasciato il Paese. I militanti dell’Isis, come i talebani nel 1992 in Afghanistan, si sono presentati alla popolazione siriana imponendosi come i difensori dell’islam e contro la corruzione e la disunità dei ribelli, che nei mesi hanno iniziato a generare diversi “signori della guerra”. Credo che i ribelli riusciranno a fermare l'Isis nel Nord e Nord-Est della Siria, dove tra l'altro il PYG, affiliato siriano del Pkk, ha spinto al-Qaeda nella periferia delle maggiori città dal confine con l'Iraq a Ras al-Ain; ma l'Isis troverà la sua roccaforte sulle montagne turkmene e curde nella Provincia di Latakia a Nord-Ovest. Qui potranno dar vita al loro fantomatico califfato. Del resto sulle montagne curde e turkmene la popolazione è fuggita da un anno e mezzo e le poche brigate che combattono li non sono in grado di contrastarli come è successo ad Aleppo, Idlib e Raqqa. Quindi alla fine si creerà una area sotto il controllo dei ribelli, dal confine irakeno a Idlib e una area sotto l'influenza di al-Qaeda. Ovviamente a breve, anche se ne hanno già data dimostrazione nei giorni scorsi, comincerà la campagna di auto bombe contro i check point dell'Esl e altre formazioni rivali.

 

E che aria si respira per le strade? 



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