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SIRIA/ Il reporter: si prepara un nuovo Afghanistan modello '89

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Abu Baseer, uno dei pochi leader dell'Esercito Siriano Libero che credeva in un Paese migliore, è stato giustiziato a sangue freddo dall'Emiro di al-Qaeda nella Provincia di Latakia, Abu Ayman al-Iraqi. Aveva firmato una carta con i cristiani di un villaggio locale per proteggerli da eventuali attacchi. Lo hanno accusato di essere una spia dell'occidente. Tutti i leader ribelli erano inorriditi quando è successo e gridavano vendetta. Ma poi hanno avuto paura. Le decine di esecuzioni di civili a Raqqa e Idlib sono e rimarranno impunite per gli stessi motivi. Per questo c'è da chiedersi quali siano le vere ragioni della guerra interna: giustizia o solo potere? Perché si è dovuto aspettare così tanto prima di intervenire?

 

Il tutto con la minoranza cristiana che si ritrova schiacciata, vittima di soprusi e saccheggi. E le esecuzioni…

Personalmente non ho seguito storie particolari sui cristiani in Siria tranne qualche intervista più di un anno fa, quindi mi viene difficile parlare della situazione dei cristiani. Anche perché i cristiani che vivevano al Nord sono per la maggior parte scappati verso Latakia città, Tartus, Damasco o il Kurdistan Siriano a Nord-Est. Sicuramente sarà una convivenza molto difficile quella tra islamisti e cristiani. 

 

Ha choccato il video del bambino di 10 anni liberato dalla prigione dell'Isis a Raqqa. Visibilmente provato con gli occhi persi nel vuoto...

Purtroppo nei racconti che vengono fuori dagli attivisti rilasciati in questi giorni dalle prigioni dell'Isis non sarà l'unico. Mesi fa un rapporto di Amnesty International denunciava la detenzione da parte dell'Isis di centinaia di minorenni. È difficile spiegare la brutalità di questi arresti sommari per motivi religiosi. Oggi i siriani che commentano il video del ragazzino di 10 anni si domandano come sia possibile, cosa possa aver fatto un bambino di 10 anni di così sbagliato da finire in quelle condizioni. Sono domande che rimarranno senza risposta. Perché alla fine, nonostante tutto, è difficile trovare qualcuno di importante nelle file dei ribelli che fa autocritica per essersi fatto sfuggire la situazione a favore dell'Isis. In Siria, ma anche all'estero e in Italia, molti preferiscono continuare a pensare a fantomatici complotti internazionali della Cia e del Mossad.

 

E in Iraq?

La situazione in Iraq è il segno del fallimento dell'Occidente, niente di più e niente di meno. E' l'anticipazione di quello che potrebbe succedere in Afghanistan quando gli americani avranno completato il ritiro a fine settembre.


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