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SIRIA/ Il reporter: si prepara un nuovo Afghanistan modello '89

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La Siria continua ad essere dilaniata dalla guerra civile. La sanguinosa guerra che sta infuriando tra le diverse fazioni dell’opposizione a Bashar al Assad miete vittime ogni giorno. Negli ultimi mesi l’Isis, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante, gruppo armato legato ad al Qaeda, ha conquistato il controllo del territorio a cavallo tra la Siria e l’Iraq, dal confine con la Turchia fino alle città (irachene) di Ramadi e Fallujah. Dall’altra parte della barricata continua l’offensiva dei ribelli delle brigate islamiche contro i miliziani qaedisti. Cosa sta succedendo tra Iraq e Siria? Abbiamo cercato di capirlo contattando Andrea Bernardi, giornalista freelance impegnato in questi territori.

 

Guerra civile in Siria: Isis contro ribelli. I qaedisti continuano con i massacri e, come scrive sul suo blog, i ribelli hanno perso il controllo delle frange estreme. Cosa sta succedendo?

I ribelli hanno perso il controllo della situazione da mesi, e non certamente una settimana fa, quando si è aperto un nuovo fronte che li vede combattere contro l’Isis. I leader dei ribelli che oggi combattono contro l'Isis sono gli stessi che facevano finta di non vedere i crimini che venivano commessi. Soprattutto nell'ultima estate. E sono sempre gli stessi che hanno permesso a gruppi come Isis, Jaish al-Muhajireen wal-Ansar, eccetera di formarsi e lavorare “in proprio”, con una propria agenda che era evidente a tutti non fosse solo quella di combattere il regime di Bashar al-Assad.

 

Cosa aspettarsi ancora?

Bisognerà vedere nelle prossime settimane, ma più probabilmente mesi, se questa è una resa dei conti per le atrocità che l'Isis ha commesso o una resa dei conti per il potere interno e controllo del territorio. Del resto, il leader del Fronte islamico, il principale gruppo che oggi combatte contro l'Isis in Siria, ha apertamente detto che i combattenti stranieri (oggi per la maggior parte riuniti sotto la bandiera di al-Qaeda), sono benvenuti in Siria e quelli che già ci sono possono rimanere se abbandonano l'idea di formare uno Stato parallelo e il loro unico obiettivo è la caduta del regime di Bashar al-Assad.

 

A proposito, in tutto questo Bashar al-Assad cosa c'entra?

È un presidente-dittatore che si è macchiato di crimini contro l'umanità. Non ha nessuna legittimità di restare in carica. Fino ad un anno fa gli analisti dicevano che un collasso del regime di Assad avrebbe fatto sprofondare la Siria in una lunga guerra civile. Oggi la Siria è sprofondata in una guerra civile senza che il regime si sgretolasse, anche se ha perso pezzi. Con tutte le forze in campo è difficile fare previsioni sul futuro.   

 

Tornando agli scontri...



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