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EGITTO/ Abdel Fattah: il mio no al referendum sulla "Costituzione del sangue"

Pubblicazione:mercoledì 15 gennaio 2014

La polizia arresta uno studente (Infophoto) La polizia arresta uno studente (Infophoto)

Sono stati abrogati i commi in cui si affermava che i posti di lavoro nella pubblica amministrazione devono essere assegnati in base al merito, e non sulla base delle raccomandazioni e della corruzione. Una signora membro del Consiglio superiore per la donna ha affermato che anche se i diritti delle donne non sono stati riconosciuti nella Costituzione del 2014, al referendum bisogna comunque votare sì. Se lei chiede agli stessi sostenitori del generale Abdel Fattah El-Sisi quali siano i punti positivi di questa Costituzione rispetto a quella del 2012, non riusciranno a trovarne nemmeno uno.

 

Come vede il futuro del Paese?

Quando penso al futuro del Paese mi sento profondamente rattristato, perché temo che questo sistema dei due pesi e due misure finisca per sradicare la tolleranza, la convivenza e la pace e aiuti a diffondere l’odio e il rancore.

 

L’obiettivo del generale Abdel Fattah Al-Sisi è quello di farsi eleggere come nuovo presidente?

E’ ovvio. Abdel Fattah Al-Sisi ha raccontato di avere visto in sogno la sua elezione come presidente della Repubblica Araba d’Egitto, portando una spada con la scritta in rosso “Non c’è altro Dio che Dio l’Altissimo”.Questo rosso è il colore del sangue, e il generale Al-Sisi vuole arrivare al trono dell’Egitto anche al costo di navigare in fiumi di sangue. Il suo obiettivo ora è quello di candidarsi come presidente, ed è per questo che ha usato i carri armati per compiere massacri e destituire il presidente eletto Mohamed Morsi. I generali dell’Esercito hanno in mano il 40% delle ricchezze del Paese, e la sola colpa di Morsi è stata quella di cercare di distribuire le ricchezze del Paese in modo giusto. I militari non si lasceranno governare da un presidente civile.

 

(Pietro Vernizzi)



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