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COSTITUZIONE/ Farouq: sono i cristiani gli artefici del cambiamento in Egitto

Pubblicazione:venerdì 17 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:lunedì 20 gennaio 2014, 19.24

Il referendum in Egitto Il referendum in Egitto

L’interpretazione della parola “principi” presente nell’art. 2 della Costituzione del 2012 apriva la porta per considerare i cristiani cittadini di seconda classe. Anzi, se ci fosse stata la volontà politica di farlo, avrebbe potuto costringerli a pagare la jizya. La Costituzione del 2012 poneva le basi per l’assenza e il ritiro dei cristiani dallo spazio pubblico ancora una volta. Sarebbero stati liberi di fare quel che volevano all’interno delle loro chiese, ma al di fuori avrebbero fatto meglio a non attirare l’attenzione di nessuno. I Fratelli Musulmani continuano a ripetere un discorso privo di contenuto reale sulla tolleranza dei cristiani, dicendo che questi, sotto il governo islamico, si troverebbero in una situazione migliore dei cristiani europei. È un discorso vuoto, perché l’incitamento contro i cristiani per bocca dei rappresentanti di questa corrente, sui loro giornali e siti d’informazione ufficiali, non è mai cessato. Persino mercoledì, il sito ufficiale di Libertà e Giustizia, il partito dei Fratelli Musulmani, diceva che i votanti al referendum costituzionale sono cristiani che odiano l’islam. La miglior prova di questo incitamento contro i cristiani è stata la reazione alla quale abbiamo assistito dopo la destituzione di Morsi, quando tutta la violenza è stata diretta contro i cristiani, con uccisioni e incendi delle loro proprietà e chiese.

 

La Costituzione del 2014 abolisce un articolo, contenuto nel testo precedente, che considerava come un crimine “insultare qualsiasi messaggero o profeta” dell’Islam. Lo ritiene un passo avanti importante?

Non penso che la Costituzione del 2014 sia una Costituzione modello. Ci sono molti articoli con i quali non concordo e altri che ritengo non necessari. L’articolo in questione è uno di quelli che non ritengo necessari. Il rispetto per i profeti e gli inviati non si ottiene con una legge che lo impone, ma scaturisce dalla fede delle persone e dalla testimonianza che queste persone fanno della propria fede nello spazio pubblico. Sappiamo dalla storia che testi di questo tipo non hanno mai garantito il rispetto dei simboli religiosi e che son sempre stati una spada di Damocle per la libertà di espressione e per la differenza.

 

La Costituzione del 2012 aveva attribuito un ruolo legislativo all’università islamica di Al-Azhar, poi abolito nel 2014. Qual è il senso di questo cambiamento?


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