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COSTITUZIONE/ Farouq: sono i cristiani gli artefici del cambiamento in Egitto

Il referendum in Egitto Il referendum in Egitto

Questo cambiamento è senza dubbio positivo e significa fare marcia indietro rispetto allo Stato religioso che i Fratelli Musulmani volevano stabilire. Non riduce il ruolo della religione nella società, anzi lo riafferma, perché è la sharia a essere giunta per aiutare le persone, non Dio ad aver creato le persone per l’applicazione della sharia. Per questo motivo, possiamo osservare che i principi della sharia sono fissi: giustizia, libertà, compassione. Le sue prescrizioni, invece, sono mutevoli. Questo, però, è tutto il contrario di quanto hanno fatto i Fratelli Musulmani durante il loro anno di governo, e non solo con la sharia, ma anche con la democrazia. Per loro, infatti, gli strumenti della democrazia come le elezioni erano più importanti dei principi della democrazia.

 

Il nuovo testo proibisce la formazione di partiti su base religiosa, di fatto spingendo i Fratelli musulmani fuori dal Parlamento. Ciò non rischia di radicalizzarli ancora di più?

Solo chi crede nella violenza come mezzo di cambiamento reagisce con la violenza. La reazione violenta è tipica dei partiti e dei gruppi estremisti che non considerano un problema sacrificare la vita della gente per l’ideologia. Come ha detto Morsi quand’era Presidente: “Nulla in contrario a che muoia un milione di egiziani, affinché ne vivano novanta milioni”. Cedere alla paura di una reazione violenta da parte di queste persone è solo un modo di sottomettersi al ricatto delle loro ideologie malvage.

 

Che cosa ne pensa del fatto che in questa Costituzione non è contenuto nessun passo avanti per i diritti delle donne?

Come ho già detto, questa non è una Costituzione ideale. Per esempio essa permette i processi militari ai civili. È vero che ha molto limitato e ridotto i casi nei quali questi sono applicabili, tuttavia viola ancora i diritti umani. In fondo, questa Costituzione non riflette le ambizioni e le speranze degli egiziani, ma la loro realtà e la fase attuale della loro lotta per un futuro migliore per i loro figli. Questa Costituzione è stata scritta in uno spirito di trattativa e contrattazione che ha condotto a strane formulazioni, sconosciute alle altre Costituzioni del mondo. Si prenda per esempio l’espressione “Stato con un governo civile”, e ci sono passaggi ancora più strani, come la “sharia cristiana”, citata come fonte di riferimento per i cristiani nelle questioni riguardanti lo statuto personale.

 

Perché allora gli egiziani l’hanno votata in massa?

La gente che ha votato nei giorni scorsi non l’ha fatto per ciò che spera, ma contro ciò di cui ha paura. Gran parte dei giovani ha boicottato la Costituzione per le sue mancanze. Ciò significa che, in un futuro prossimo, questa Costituzione subirà degli emendamenti con i quali gli egiziani potranno strappare più diritti. La rivoluzione continuerà, finché la realtà che l’ha spinta ad accadere continuerà a esistere immutata. La rivoluzione continuerà, finché dignità, libertà e giustizia sociale non saranno diventate una realtà tangibile.

 

(Pietro Vernizzi, traduzione dall'arabo di Elisa Ferrero)

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