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COSTITUZIONE/ Farouq: sono i cristiani gli artefici del cambiamento in Egitto

Pubblicazione:venerdì 17 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:lunedì 20 gennaio 2014, 19.24

Il referendum in Egitto Il referendum in Egitto

“Per la prima volta, dopo cento anni, sono stati i cristiani a essere artefici del cambiamento, con i loro voti, la loro partecipazione e la loro presenza nello spazio pubblico”. Lo rimarca il professore egiziano Wael Farouq, docente all’American University del Cairo. Dai dati non ancora ufficiali sul governatorato del Cairo diffusi dal quotidiano egiziano Al-Ahram, emerge che al referendum sulla nuova Costituzione i sì sono stati il 97,57% e i no 1,48%. L’affluenza è stata pari al 27,7%, cioè 1 milione e 855mila elettori su 6 milioni e 674mila aventi diritto.

 

Che cosa cambia per i cristiani egiziani con il referendum sulla Costituzione?

La Costituzione non ha portato alcun cambiamento per i cristiani. Per la prima volta, dopo cento anni, sono stati i cristiani a essere artefici del cambiamento, con i loro voti, la loro partecipazione e la loro presenza nello spazio pubblico. Prima della rivoluzione, la connotazione più importante della minoranza cristiana in Egitto era “l’assenza”. I muri delle chiese segnavano il confine fra loro e la società. Oggi, invece, vediamo i cristiani partecipare con vigore a tutte le attività e a tutti gli eventi della rivoluzione. La rappresentanza politica dei cristiani non è più monopolio della Chiesa. I cristiani hanno offerto alla rivoluzione figure emblematiche come Mina Danial. La presenza dei cristiani nello spazio pubblico ha realizzato, per la prima volta, una reale coesistenza e una reale coesione fra musulmani e cristiani, tanto che si è visto un giovane musulmano cambiare il proprio nome in Mohamed Cristy, per solidarietà con i compagni cristiani caduti davanti al Maspero. La presenza nello spazio pubblico ha trasformato i cristiani dallo stereotipo di minoranza oppressa, sfruttata da un regime tirannico per i propri scopi e bersaglio delle istigazioni degli estremisti islamici, in uomini e donne che partecipano alla costruzione del futuro della propria patria. Un esempio è Mona Mina, che recentemente è stata eletta segretario generale del sindacato dei medici, non perché cristiana, o grazie a qualche quota riservata ai cristiani, ma perché ha sempre lottato in difesa dei diritti dei medici e, durante la rivoluzione, è sempre stata in piazza Tahrir a curare ferite e alleviare dolori.

 

La Carta del 2014 elimina un articolo della Costituzione del 2012 che definiva quali sono i “principi della Sharia” considerati come fonte principale della legislazione. Come valuta questa novità?


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