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NY ENCOUNTER 2014/ Se Cristo ci aspetta a un "meeting point"

Pubblicazione:lunedì 20 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:lunedì 20 gennaio 2014, 16.09

Julián Carrón, presidente di Cl (Infophoto) Julián Carrón, presidente di Cl (Infophoto)

(Antonio  Quaglio, caporedattore del Sole 24 Ore, ha partecipato al New York Encounter 2014)

 

"Due settimane fa era l'Epifania, che ci dice tutto su cos'è l'avvenimento cristiano". Don Julian Carron ha da poco iniziato la conversazione conclusiva del New York Encounter 2014 e il domenicano Peter John Cameron, giornalista e drammaturgo, lo sollecita: cosa c'entra Cristo con la vita di tutti i giorni?

"Anche i Magi avevano una loro vita quotidiana, ma un giorno hanno cominciato ad avvertire un'urgenza nuova, a sentire un desiderio, a muoversi in ricerca. Alla fine hanno trovato quello che cercavano e di cui sentivano il bisogno decisivo, ma Dio per primo li stava aspettando e al "meeting point" c'era Gesù Cristo appena nato. L'Epifania è un avvenimento cristiano puro: non entrano in gioco dottrine o regole morali. C'è un Dio che vuol bene agli uomini tanto che crea le condizioni perché essi usino al meglio la loro libertà per soddisfare appieno i loro desideri di vita. Nessuno è escluso dall'avvenimento, tutti vi partecipano. L'Epifania è un doppio movimento: Dio si muove verso gli uomini e loro verso di lui. Ma l'incontro matura nella presenza di Cristo".

 

IL SAIO DEL CARDINALE
Giusto tre parole - letteralmente - dalla conversazione mattutina fra due vecchi amici, il cardinale di Boston, Sean Patrick O'Malley e monsignor Lorenzo Albacete.

PERIFERIA. L'arcivescovo cappuccino - zucchetto porpora, saio e sandali - racconta di quando, appena consacrato, viene inviato al "Centro Cattolico" di Washington: un'opera della chiesa statunitense sul fronte degli immigrati latino-americani. Storie - apparentemente "usual" - di rifugiati, di uomini disarmati eppure coraggiosi, di incontri duri, provocatori: anche per un giovane cappuccino di origini irlandesi, con un grande futuro di sacerdote scritto dietro le spalle. Nelle periferie del mondo abitiamo tutti, fa capire chiaramente il cardinale statunitense scelto da Papa Francesco per avviare importanti riforme nella Chiesa. Tutti siamo "periferici" l'un l'altro in luoghi ad un tempo concreti e simbolici: "Al Centro cattolico ho imparato ad aiutare l'uomo nelle sue urgenze concrete, che però non sono mai disgiunte dalla missione pastorale della Chiesa". Un modo per dire che è lui ancora grato ai "poveri" incontrati: loro hanno donato a lui la sua missione di sacerdote. 

GIOIA. "Evangelii Gaudium"- spiega O'Malley a proposito della recente esortazione apostolica di Papa Francesco - è tutto fuorché un'espressione retorica. "Ho avuto la fortuna di essere con Papa Francesco in visita ad Assisi. Lui ha voluto che l'elicottero atterrasse all'Istituto Serafico, dove sono ricoverati ragazzi non vedenti e disabili mentali. L'inizio felice di una giornata felice nello spirito di San Francesco. Lui era felice, tutti erano felici". Lui ha trovato una parola o un sorriso per tutti, tutti gli hanno restituito gioia".

TRASPARENZA. What about the paedophilia scandals? What about the Ted Kennedy's burial?


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