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PENA DI MORTE/ Texas, giustiziato detenuto messicano: violata la legge internazionale

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Il Messico protesta nei confronti degli Stati Uniti: un cittadino messicano Edgar Tamayo, che viveva in modo illegale nello stato del Texas, è stato giustiziato secondo una procedura che potrebbe aver violato la legge internazionale. Le autorità infatti non gli hanno mai comunicato il suo diritto di assistenza legale da parte del consolato messicano quando venne arrestato. Inoltre, secondo quanto si apprende, il detenuto soffriva anche di problemi mentali e non era in grado di difendersi da solo. Il caso aveva suscitato proteste, tanto che il segretario di Stato John Kerry era intervenuto negli ultimi giorni chiedendo allo stato del Texas di rinviare l'esecuzione (non perché fosse contrario alla condanna a morte, ha detto, ma per paura di rovinare le relazioni diplomatiche tra Messico e Stati Uniti): nel carcere si è aspettata la decisione della Corte suprema che in ultima istanza ha invece negato la sospensione dell'esecuzione. L'uomo era stato condannato per aver ucciso, nel 1994, un poliziotto americano che lo aveva arrestato per furto. Il Messico adesso protesta contro la violazione di uno statuto approvato nel 1963 della Convenzione di Vienna che obbliga a concedere assistenza legale da parte del proprio paese a detenuti arrestati in un'altra nazione. Un portavoce del governatore del Texas ha negato questo diritto dicendo che se commetti un crimine in Texas di qualunque stato tu sia cittadino, verrai punito secondo le leggi del Texas. 



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