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GINEVRA 2/ Siria, il tranello delle foto sulle torture di Assad

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Il presidente siriano, Bashar Assad  Il presidente siriano, Bashar Assad

Condivido l’interrogativo sul perché queste immagini siano state pubblicate proprio ora. E’ inoltre possibile che queste foto risalgano ad un’altra epoca e siano state collegate arbitrariamente al conflitto in corso in Siria. Non dimentichiamo che è capitato spesso che di scoprire che filmati di guerra spacciati come attuali, al vaglio di storici attenti, si siano rivelati come risalenti a molti anni prima. Queste foto, in quanto diffuse dal Qatar, non provengono quindi da una fonte neutrale. Il fatto che non si capisca fino a che punto l’obiettivo sia quello di informare o di fare propaganda, pone un punto interrogativo molto forte che dovrebbe indurre quantomeno a una certa cautela.

 

Le immagini sono ritenute la prova in assoluto più obiettiva. Perché invece si prestano a così tante strumentalizzazioni?

Le immagini non sono affatto obiettive. Hanno un impatto fenomenale perché parlano alla stessa maniera alle persone di qualunque etnia, censo e formazione. Per questo si dice che le immagini sono per loro natura oggettive, anche se in realtà possono essere usate in modo strumentale. Se un giornalista è testimone diretto ed è sicuro che chi gira le immagini è una fonte inappuntabile, le può prendere come una testimonianza oggettiva. Troppo spesso però i giornalisti cadono nell’errore di prendere per buone immagini delle quali ignorano le vere fonti. Proprio per il loro potere di convincimento molto forte, gli spin-doctor più abili le usano facendole passare come testimonianze in apparenza oggettive e neutrali, mentre nella realtà sono montate o contestualizzate in modo arbitrario.

 

(Pietro Vernizzi)



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