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Esteri

CAOS EGITTO/ Gli attentati dei "Fratelli" ricordano le Br italiane anni 70

Disordini in Egitto dopo un attentato (Infophoto)Disordini in Egitto dopo un attentato (Infophoto)

I Fratelli musulmani sono alleati con organizzazioni terroristiche e dispongono di un braccio paramilitare abituato a commettere violenze. I loro leader affermano di essere contro le violenze, ma al loro interno non è mai avvenuta una discussione aperta e trasparente nei confronti di una dottrina ideologica che di fatto incita all’uso delle armi.

 

Chi c’è dietro la rivendicazione di Ansar Bait al Makdis?

Queste persone sono evidentemente dei Fratelli musulmani o comunque fanno parte di un’alleanza al cui interno il movimento islamista detiene la leadership. I servizi segreti egiziani hanno fornito diverse prove, con dichiarazioni molto chiare subito ribattute rabbiosamente dagli stessi leader dei Fratelli musulmani. Il fatto è che i sostenitori di Morsi dispongono di somme ingenti di denaro, che possono essere state utilizzate per gli attentati. In passato gli stessi servizi segreti egiziani sono stati sospettati di essere dietro ad alcuni attentati.

 

Perché esclude questa possibilità?

L’attentato ha colpito la sede della polizia, e ciò rappresenta un’enorme sconfitta simbolica. A perdere la vita sono stati degli agenti che stavano facendo il servizio di leva obbligatorio. I Fratelli musulmani stanno scommettendo sul fatto di seminare il terrore tra le giovani reclute per spingerle verso una diserzione di massa. Ed è evidente che le diserzioni tra i ranghi della polizia non sono nell’interesse né dell’Esercito né dei servizi segreti.

 

(Pietro Vernizzi)

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