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Esteri

CAOS EGITTO/ Gli attentati dei "Fratelli" ricordano le Br italiane anni 70

Per TEWFIQ ACLIMANDOS, esasperati dalla perdita di presa politica, i sostenitori dell’ex presidente Morsi sono ritornati alla loro matrice originaria che è violenta ed estremista

Disordini in Egitto dopo un attentato (Infophoto)Disordini in Egitto dopo un attentato (Infophoto)

Una serie di attentati contro le forze dell’ordine ha seminato terrore e morte in diversi quartieri del Cairo. Sei persone sono rimaste uccise e altre 100 ferite, e l’esplosione più grande ha colpito il quartier generale della polizia del Cairo. Gli attacchi kamikaze arrivano alla vigilia del terzo anniversario delle rivolte del 2011 contro il presidente Hosni Mubarak. Sempre ieri sette persone sono rimaste uccise nel corso di scontri tra le forze di sicurezza e i sostenitori dei Fratelli musulmani. Gli attentati sono stati rivendicati dalla sigla Ansar Bait al Makdis. Per Tewfiq Aclimandos, professore di Storia araba contemporanea al Collège de France, “dietro questa organizzazione ci sono i Fratelli musulmani. Esasperati dalla sconfitta al referendum sulla Costituzione e dalla continua perdita di presa politica, i sostenitori dell’ex presidente Morsi sono ritornati alla loro matrice originaria che è violenta ed estremista”.

In quale contesto si inseriscono gli attentati di ieri?

I Fratelli musulmani hanno perso la battaglia per la Costituzione, in quanto il referendum voluto dal governo di transizione è stato un successo. Nel 2012, quando si votò per la Carta di Morsi, si espressero a favore 11 milioni di egiziani, contro gli oltre 20 milioni del 14 e 15 gennaio scorso. Nello stesso tempo, in seguito a misure di polizia, i Fratelli musulmani stanno perdendo la possibilità di mobilitare i manifestanti.

Che cosa c’è all’origine di questo venir meno della loro presa politica sulle masse?

Le manifestazioni sono sempre più piccole e violente anche perché risultano controproducenti. Senza una strategia politica per ottenere risultati attraverso il negoziato, anche portare le folle nelle piazze risulta ormai inutile. In terzo luogo le manifestazioni del partito islamista si tengono solo in alcune città, ma non riescono a coprire l’intero territorio egiziano. I sondaggi danno inoltre i Fratelli musulmani e i loro alleati in continuo calo.

Che cosa sta succedendo all’interno del movimento islamista?

La maggior parte degli aderenti al gruppo dei Fratelli musulmani non sono terroristi e sono in profondo disaccordo nei confronti della deriva cui stanno assistendo, e che assomiglia a quella dell’estrema sinistra italiana degli anni ’70. Anche la maggior parte dei comunisti erano persone pacifiche, ma ciò non ha impedito che dalla loro matrice politica e culturale sorgessero le Brigate Rosse. Allo stesso modo, anche se molti dei Fratelli musulmani rispettano la legge, la loro concezione politica e il loro ambizioso programma risultano particolarmente pericolosi.

Questo però non basta a provare che l’attentato sia stato commesso dai Fratelli musulmani …