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Esteri

DIARIO UCRAINA/ Tokariuk (giornalista): rischiamo di cadere nella guerra civile

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La Russia considera l'Ucraina sua zona di influenza. Anni fa Putin disse che il collasso dell'Unione sovietica è stata la più grande catastrofe geopolitica dello scorso secolo. Il suo sogno è di ricreare una specie di Unione sovietica che lui chiama Unione euro-asiatica, una unione doganale, e vuole che l'Ucraina sia in questa unione e non invece vicina all'Unione europea.

 

Ma il popolo ucraino come vede un accordo con l'Unione europea?

Non si tratta di Russia o Europa per noi. Per gli ucraini la parola Europa e l'accordo di libero scambio erano un simbolo della possibilità di riforme. Firmando un accordo di questo tipo con l'Europa, l'Ucraina avrebbe dovuto adeguare le sue norme sul modello europeo, il che avrebbe significato la modernizzazione di un paese povero e corrotto come siamo noi. L'Ucraina purtroppo non si cambia da sola.

 

Cosa intende?

Gli oligarchi che hanno in mano il paese non hanno interesse a cambiarlo. A Yanukovich interessava solo vendere l'Ucraina al miglior offerente, non è interessato a fare riforme e alla fine ha firmato con Putin al quale va bene una Ucraina così, in preda alla corruzione, dove la gente soffre, i tribunali non sono indipendenti, la gente non è protetta dalle leggi. 

 

Yanukovich è dunque solo uno dei tanti oligarchi dell'ex Unione sovietica, che prosperano da quando è caduto il muro di Berlino?

Con Yanukovich al potere negli ultimi quattro anni è peggiorata ogni cosa. C'è una forte stretta sulla piccola e media impresa, tanto che molti imprenditori sono stati costretti a vendere le loro imprese o a fuggire all'estero perché minacciati. L'economia non cresce e cresce invece la corruzione. Basti pensare che il figlio di Yanukovich, un dentista, è diventato miliardario. La chiamano "la famiglia", come quelle mafiose. L'Europa non può dimenticare che siamo scesi in piazza proprio per l'Europa e la democrazia. 

 

La situazione è sempre bloccata: pensi che ci sia il rischio che sfoci in una guerra civile?

La maggior parte dei manifestanti è pacifica, certo che se il governo continuerà a non volere il dialogo prima o poi la frustrazione esploderà e la rabbia avrà il sopravvento.



(Paolo Vites) 

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