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DIARIO UCRAINA/ Tokariuk (giornalista): rischiamo di cadere nella guerra civile

Pubblicazione:domenica 26 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:domenica 26 gennaio 2014, 12.21

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Ucraina, sangue per le strade. Le grandi manifestazioni popolari cominciate da due mesi sono sfociate da giorni nell'aperta violenza. E' di ieri la notizia di una svolta da parte del presidente Yanukovich, che ha aperto al dialogo con l'opposizione offrendole importanti posti di governo: ad Arseny Yatsenyuk, uno dei tre leader dell'opposizione, Yanukovich avrebbe offerto di fare il premier, e all'ex campione del mondo di pugilato Vitali Klitschko, un altro dei capi dell'opposizione, di essere vicepremier. Ma ai due leader non interessa tanto entrare nel governo quanto andare alle elezioni per battere Yanukovich. Intanto, la protesta si è estesa ad altre 11 città del paese e continuano le violenze, con morti e feriti da entrambe le parti. Violenze che per Olga Tokariuk, giornalista ucraina, hanno l'ombra della lunga mano di Mosca. Tokariuk, parlando con ilsussidiario.net, rivela come le brutalità poliziesche, le torture e gli omicidi misteriosi dei manifestanti ricordano il tipico modo di agire della polizia russa. Ma l'Europa, dice Tokariuk, dovrebbe ricordare che il popolo ucraino è in piazza perché ha bisogno proprio dell'Europa per dar vita finalmente a riforme che portino la democrazia nel travagliato paese, ultimo simbolo dell'ingerenza di marca sovietica nei diritti altrui.

 

Abbiamo visto alla televisione scene di repressione brutale da parte della polizia, ci sono stati i primi morti: come è la situazione adesso?

La polizia si sta comportando in modo estremamente brutale, ci sono molti video online che lo dimostrano. Uno degli ultimi è impressionante, si vede un manifestante spogliato nudo con dodici gradi sotto zero costretto a camminare sulla neve.

 

A proposito dei morti, si sa come è successo, come siano stati uccisi?

Alcuni di loro sono stati colpiti dai cecchini. Il governo dice che non vengono usate armi da fuoco, un parlamentare della maggioranza addirittura ha detto che questi cecchini sono persone inviate dai paesi occidentali. In realtà è molto strano quello che sta succedendo, non capiamo neanche noi chi siano questi cecchini. La gente della Bielorussia, che sta seguendo con attenzione quello che accade in Ucraina, dice che si stanno usando le tattiche tipiche della polizia del loro paese, ad esempio spogliare nudi i manifestanti e lasciarli al gelo, ci sono stati anche casi di attivisti portati nei boschi, picchiati, torturati, uccisi. Uno studente ha raccontato di essere stato portato in un bosco da questi poliziotti e stuprato con un coltello. Sono le stesse tattiche che i soldati russi usano in Cecenia e che usa anche la polizia della Bielorussia. 

 

Dunque c'è la possibilità che si tratti di agenti russi infiltrati.

Potrebbe essere. C'è poi un video dove si vede uno di questi poliziotti strappare la bandiera ucraina: nessun soldato o poliziotto ucraino farebbe mai una cosa del genere. Ci facciamo molte domande su quello che sta succedendo.

 

C'è una fotografia drammatica in cui si vedono poliziotti con i fucili puntati di fronte ai manifestanti e in mezzo tra le due parti un sacerdote ortodosso con la croce in mano che cerca di calmare le persone. E' in piazza anche la chiesa dunque?


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