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GINEVRA 2/ Fisk (Independent): la guerra del Golfo spaccherà la Siria

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Profughi siriani (Infophoto)  Profughi siriani (Infophoto)

A Ginevra 2 siede il governo di Damasco che non rappresenta la popolazione siriana, mentre buona parte dei ribelli non partecipano, come pure non sono presenti quanti si oppongono ai ribelli ma nello stesso tempo non vogliono la continuazione del governo baathista in Siria. Come è avvenuto in altri Paesi del Medio Oriente, il futuro della Siria sarà deciso quindi dalle potenze straniere e non dalla stessa popolazione locale.

 

Qual è la vera partita che si sta giocando in Siria?

Il Medio Oriente è diviso in due grandi gruppi, sunniti e sciiti. Le monarchie del Golfo sostengono i sunniti. Da un punto di vista politico, economico e militare, gli Stati del Golfo, la Giordania e l'Egitto, tutti quanti Paesi musulmani e sunniti, si oppongono a governi sciiti come quelli di Iran e Iraq, nonché alla leadership alawita in Siria e a Hezbollah in Libano. Emergono quindi due linee, quella sciita e quella sunnita. La tragedia di questa situazione è che ha portato l'intero mondo arabo a dimenticarsi dell'occupazione della Palestina.

 

Con queste premesse, Ginevra 2 ha qualche speranza di successo?

Il fatto di aprire un dibattito tra il governo ed elementi dell'opposizione siriana è stato già di per sé un risultato, ma ritengo che non funzionerà. Chi si incontrerà a Ginevra 2 non è disposto a cambiare le sue idee e quindi non lo farà. Non vedo speranze di successo neanche nel lungo termine, in quanto la Russia afferma che per il momento Assad deve restare al potere mentre gli Usa dicono che non ha alcun futuro in Siria.

 

Come si spiega il via libera dei lealisti all'evacuazione di Homs?

Il governo siriano è pronto a fare alcune piccole concessioni, come il cessate il fuoco ad Aleppo, scambi di prigionieri, il fatto di consentire ai convogli umanitari di entrare nelle aree controllate dai ribelli. Può permettersi di farlo perché da un punto di vista militare sta vincendo. I ribelli invece si combattono tra loro, perdono terreno militarmente e anche a Ginevra si apprestano a essere confitti, in quanto sono divisi su tutto tranne che dalla volontà di abbattere Assad, un obiettivo che al momento non è affatto realizzabile.

 

Che cosa accadrà quindi?

Il regime di Damasco farà delle piccole concessioni all'opposizione dell'Esercito Siriano Libero nella speranza di un avvicinamento tra le due parti. L'obiettivo di Assad è fare sì che l'Esercito Siriano Libero alla fine si schieri contro i combattenti stranieri, finendo per rafforzare il regime, non così com'era originariamente, ma comunque con un ruolo di Bashar Assad.

 

(Pietro Vernizzi)



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