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Esteri

SIRIA & GINEVRA 2/ De Michelis: Iran e Russia mettono all'angolo l'Europa

Un soldato sirianoUn soldato siriano

Ovviamente, anche perché l’opposizione è divisa almeno in tre: i cosiddetti “ribelli dell’interno” in qualche modo disponibili a trattare con Assad; gli esuli laici e moderati; gli islamisti che rappresentano Al Qaeda o le fazioni vicine al gruppo terrorista.

 

Come dovrebbe muoversi l’Occidente?

L’unico sostegno possibile all’opposizione è quello di tipo diplomatico. La via militare non è invece destinata ad avere un successo, perché la situazione siriana è molto diversa per esempio da quella tunisina, libica o egiziana. Come Iraq e Libano, anche la Siria è divisa in comunità che non si fidano l’una delle altre. Ad appoggiare Assad non c’è solo il partito Baath, ma anche milioni di cristiani e alawiti, mentre curdi e sunniti accentuano l’esigenza di assaporare la libertà. Lo sbocco militare porterebbe dunque soltanto a una guerra civile ancora peggiore di quella che è già in corso.

 

(Pietro Vernizzi)

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