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GRECIA/ Synghellakis: noi, "schiavi" della Merkel a 230 euro al mese

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In Grecia si è fatto un gran parlare negli ultimi mesi di un possibile fronte mediterraneo, con Spagna, Portogallo – anche se non è propriamente un Paese mediterraneo – Francia, Italia e Grecia, per contrastare il potere della Germania. Ma mi pare che finora questo fronte non sia riuscito in alcun modo a comporsi. Non vedo quindi perché e in che modo la Germania potrebbe ridurre le proprie pretese. Pochi giorni fa, all’ultimo vertice europeo, la Merkel ha detto: “Non voglio che stia bene solo la Germania e stiano male tutti gli altri”. Però siamo arrivati a un punto in cui, oltre alle prese di posizione politica, occorrono misure concrete. Non dimentichiamo che in questo momento in Grecia moltissime famiglie non possono permettersi il riscaldamento.

 

Può fare qualche esempio sui salari?

In questo momento ci sono lavori part time a 230 euro al mese e nuovi contratti full time a 500 euro al mese. E la tredicesima, che ormai spetta solo ai lavoratori privati, in moltissimi casi non è stata data e chi ha potuto soddisfare qualche richiesta dei propri dipendenti, ad esempio, ha distribuito buoni benzina perché non aveva soldi per pagare la tredicesima.

 

Con che spirito i leader politici greci si apprestano a condurre il semestre di presidenza?

Bisognerà vedere se la Grecia, come anche l’Italia, riuscirà a evitare le elezioni politiche nazionali nel 2014. Ci potrebbe essere il rischio – o la possibilità a seconda di come la si vede – che si voti contemporaneamente, o molto vicino, sia per le elezioni europee che per quelle politiche. Il governo di socialisti – centro destra di Antonis Samaras e del vicepremier Venzilos – continua a dire “No, le elezioni si faranno nel 2015”. Però la sinistra (diciamo così) eurocomunista di Syriza, con Alexis Tsipras che secondo gli ultimi sondaggi avrebbe fra i 2 ei 3 punti di vantaggio sul centrodestra, continua a insistere nel chiedere le elezioni anticipate. Non solo.

 

Cos’altro?

Moltissimo dipenderà dalla coesione sociale e moltissimo dipenderà se si riuscirà a vedere un inizio di questa  espressione abusata  che è “uscita dal tunnel”. Quest’anno la Grecia ha un piccolo surplus di bilancio, proprio piccolo, che verrà ridistribuito attraverso qualche politica sociale. Ma la vera domanda è: basta questo per invertire la tendenza e dare un segnale almeno percepibile agli strati più poveri della popolazione? Basterà a fermare lo sfarinamento della classe media greca?

 

Lei come risponde?

A mio modo di vedere, potrebbe essere ancora poco.

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