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UCRAINA/ Sedakova (poetessa): la rivolta di Kiev, una speranza anche per la Russia

Pubblicazione:giovedì 30 gennaio 2014

Le proteste a Kiev (Infophoto) Le proteste a Kiev (Infophoto)

Perché l’Europa è il futuro, non in quanto entità concreta e reale ma come simbolo di uno Stato democratico. Né l’Ucraina né la Russia sono Stati democratici, in quanto il potere è separato dalla maggioranza del popolo, che non può influenzare in alcun modo le decisioni del governo. Si tengono le elezioni ma per ucraini e russi non esiste alcuna alternativa a Yanukovic e a Putin. Manca una politica aperta. Gli esponenti dell’opposizione possono candidarsi, ma poi non possono farsi conoscere agli elettori in quanto tanto in Ucraina quanto in Russia tutte le televisioni sono occupate dalla posizione ufficiale.

 

Quale grado di autonomia ha l’Ucraina rispetto alla Russia?

Formalmente l’Ucraina è indipendente, ma nella sostanza non è così. I legami economici e in particolare gas e petrolio impediscono una reale autonomia. Rispetto ai tempi dell’Unione Sovietica c’è stato un cambiamento, ma purtroppo non è avvenuto fino in fondo. L’Unione Europea da questo punto di vista rappresenterebbe una sicurezza, perché consentirebbe all’Ucraina di non restare isolata e nell’orbita di uno Stato potente come la Russia.

 

C’è il rischio che la protesta in Ucraina finisca come la Rivoluzione ungherese del 1956 e la Primavera di Praga del 1968?

Sì, è possibile. Non posso predire come andrà a finire e non sono sicura che finisca bene, anche se ho una grande speranza in una soluzione positiva.

 

La protesta in Ucraina ha anche un significato culturale?

Sì. In Russia abbiamo un’atmosfera culturale molto deprimente per gli intellettuali, e la rivolta in Ucraina è come il vento della speranza. Quando un compositore scrive una musica, o quando un filosofo elabora un sistema di pensiero, se percepisce che c’è un futuro anche la sua attività ne è influenzata. E’ questo sentimento a mancare tanto all’Ucraina quanto alla Russia, e la rivolta di Kiev può mettere fine una volta per tutte alla paura di dire tutto direttamente.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
20/02/2014 - finanziamenti del Maydan - Iryna Pelykh (Iryna Pelykh)

Gent.mo Sig. Gualtiero, sta chiedendo chi sta finanziando tutto questo, allora Le posso rispondere – IO e migliaia di persone come me!!!! Ogni giorno, oramai durante quasi tre mesi, la gente riesce a dare per le necessità di Maydan da 50 a 150 mila euro! Noi siamo Popolo Ucraino! Lo scrivo con la lettere maiuscola perché non si puoi scrivere diversamente! Là ci sono dei eroi che stanno difendendo la loro libertà, la libertà che forse per la maggior parte degli europei è una cosa scontata, è una normalità, però, purtroppo, in Ucraina non è cosi!Io sono orgogliosa di appartenere a questo popolo! Perciò prima di essere cosi scettico Le chiedo di informarsi sulla questione!!!(e non dai canali russi!!!) Voglio finire la mia risposta con le parole più usati adesso in Ucraina “ Gloria all’ Ucraina! Gloria ai Suoi eroi!” Spero tanto che Lei possa leggere la mia risposta!

 
02/02/2014 - Democrazia? (Andrea Gualtiero)

Dunque, quello che accade a Kiev sarebbe ispirato ad un genuino sentimento democratico e rappresenterebbe un "vento gentile" destinato a far fiorire germogli di libertà in Russia... Sarà... Mi chiedo perché, allora, le bandiere con le svastiche, i poliziotti bruciati vivi, i palazzi occupati e devastati, il centro di Kiev ridotto come Berlino nel 1945. Tutto questo per ottenere "democrazia"? Quale "democrazia"? Forse... la nostra!!?? Di noi che non andiamo neanche più a votare, tanto velleitario ci pare esprimere col voto un'opinione e sperare nella rappresentanza del popolo in un Parlamento. Il parlamento italiano non esercita ormai più alcun potere, non rappresenta nulla e nessuno, a parte l'unica opposizione (altrettanto velleitaria). Si decide tutto a Bruxelles, a noi vengono sistematicamente propinate menzogne: bugie su bugie, che neppure il confronto crudele con la Realtà che ogni cittadino vive ha il potere di sbugiardare a sufficienza. Sarebbe questa la "democrazia", il vento di "democrazia" che si sprigiona da Kiev? Per favore! E' una nube tossica, non un "vento gentile", e soffia VERSO Kiev, non DA Kiev: soffia da qui, nasce dai fetidi miasmi plutoburocratici dell'Europa...! Perchè nessuno dice da dove vengono i dollari con cui i "manifestanti" sopravvivono da mesi a Kiev, distruggendo tutto, paralizzando le attività economiche, riducendo in soggezione i sempre più rari passanti spesso massacrati di botte per il solo aspetto fisico? Chi sta finanziando tutto questo?