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Esteri

DIARIO ARGENTINA/ Quel silenzio che riporta crisi e dittatura

Cristina Kirchner (Infophoto)Cristina Kirchner (Infophoto)

Ormai lo stacco tra il potere politico e la nazione è netto e ne è conferma il fatto citato all’inizio di questo articolo: il titolare di un Ente che di fatto impedisce ai cittadini di andare all’estero che in un momento drammatico come l’attuale si permette, con tutta la sua comitiva, un fine d’anno a Rio in un hotel da 1100 dollari al giorno e un cenone da 900 dollari a persona. Dollari, non pesos argentini. E allora la domanda sorge spontanea, ma guai a chiedergli le ragioni di questo comportamento, come accaduto al giornalista Ignacio Otero del canale TN: si rischia di essere presi a pugni e calci e alla fine del tutto di ricevere una proposta di intervista a Buenos Aires in cambio del silenzio sull’accaduto...

Quello che veramente vale oro è proprio il silenzio. Lo sa benissimo la Presidente: lo scandalo delle società intestate al prestanome della famiglia Kirchner, Lazaro Baez, scoppiato mesi fa per merito di un giornalista, si sta ingigantendo sempre di più e ogni giorno si arricchisce di particolari allucinanti come quello della settimana scorsa, quando si è scoperto che Lazaro Baez ha pagato un milione e mezzo di dollari ai Kirchner per ottenere l’affitto di 900 camere nei vari hotel di proprietà della famiglia presidenziale e mantenere le camere vuote per l’intera stagione. Una chiara operazione di lavaggio di capitali. Ma i magistrati che indagano vengono immediatamente rimossi, come successo al giudice Campagnoli, per essere rimpiazzati da altri legati al potere kirchnerista.

Ma ormai tutta la questione è inarrestabile, e allora ecco l’ennesima giravolta del potere: la nomina del Generale Cesar Milani a capo dell’esercito. Si tratta di un militare che è accusato da diverse organizzazioni che lottano per i diritti umani di aver fatto parte della repressione che insanguinò l’Argentina nel tragico decennio della dittatura, con diversi casi di sospetta sparizione e uno ormai sicuramente accertato: quello di un militare torturato e ucciso perché accusato di diserzione. Ma è noto che questo era il motivo che giustificava l’eliminazione di elementi scomodi perché contrari al programma della dittatura.

E così cade la maschera sull’uso politico che i Kirchner hanno fatto della questione dei diritti umani: questa decisione è tanto più allucinante non solo perché avallata dalle Madri di Plaza de Mayo targate Bonafini e dalle Nonne gestite da Estela Carlotto, ma perché di fatto torna a dare un peso politico ai militari, distruggendo anni di gestione nei quali era stato giustamente annullato. Oltretutto Milani è indagato per arricchimento illecito a causa di una villa di sua proprietà nel lussuoso quartiere de “La Orqueta”: fatto che si aggiunge a questo ennesimo scandalo che ha, nella pratica, come unica giustificazione, la gestione da parte dell’Esercito di una intelligence tremendamente efficace che si è messa al servizio del kirchnerismo.

Non è difficile capire come mai, dopo l’elezione di Milani, a questo organo militare siano giunti cospicui finanziamenti che serviranno per svilupparne le attività, già provate, contro giornalisti e organi di stampa. Il silenzio è d’oro, con buona pace dei “desaparecidos”.

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