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MEDIO ORIENTE/ Introvigne: Al Qaeda vuole Libano e Iraq (con l'aiuto di Obama)

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Già, perché nella terza fase lo scopo non sono più le cellule terroristiche, ma costituire veri e propri nuclei territoriali. Una scelta drastica in chiave anti sciita e anti cristiana, basti vedere quello che succede nel Negreb, il supporto a Boko Haram in Nigeria, e quindi anche in Siria. In questa chiave si spiegano alcuni recenti avvenimenti, ad esempio è significativo l'attentato di Beirut, da leggersi in chiave anti Hezbollah, mentre bin Laden aveva buoni rapporti con Hezbollah. L'attentato dell'altro giorno è un'evidente dichiarazione di guerra di Al Qaeda agli sciiti. 

 

In Iraq succede lo stesso.

Qui, ma anche in Siria, opera Isis, il gruppo che si chiama Stato islamico dell'Iraq e del levante. Al Qaeda in Iraq si è presa la città di Falluja proprio in questi giorni, per costituire un piccolo emirato all'interno dell'Iraq utilizzano l'odio anti sciita della popolazione delle zone sunnite. Appartengono a Isis anche le leadership della truppa militare di Al Qaeda in Siria. Tutto questo porta il rovesciamento del comandamento di bin Laden di non dare noia agli sciiti e ai cristiani arabi. Questo comandamento è stato rovesciato in favore di una logica ferocemente identitaria, sunnita, con attacchi ai cristiani in Africa e agli sciiti dove ci sono, Iraq, Libano e anche Siria.

 

E intanto il Libano si trova nuovamente trascinato nelle violenze suo malgrado.

Il Libano è un paese che vanta un'antichissima comunità cristiana capace di convivenza pacifica, come disse anche Benedetto XVI quando vi si recò. Purtroppo tutto questo è saltato perché in Libano si combattono per procura altre guerre, e cioè il conflitto fra israeliani e palestinesi e quello siriano tra sunniti e alauiti, il clan degli Assad. Ci sono sempre meno cristiani, elemento stabilizzatore, perché costretti a fuggire. E quindi la situazione effettivamente non lascia ben sperare.

 

Quanto di tutto questo è responsabilità della politica estera di Obama?

Il grande dramma di questi sei anni di Obama è la totale mancanza di idee e di leadership. Questa continua oscillazione fra retoriche è quanto di peggio si possa immaginare, per questi paesi, e dà l'impressione che non ci sia una strategia.

 

Obama nella sua confusione ha quasi scatenato una guerra mondiale quando voleva attaccare la Siria.

L'idea di dichiarare guerra era peggiore del male, fortunatamente ostacolata anche dall'iniziativa di Papa Francesco e dall'imprevedibile successo numerico in tutto il mondo del digiuno per la pace. Adesso ci sarà un altro incontro per la pace in Vaticano. L'iniziativa vaticana è molto forte e in qualche modo la diplomazia della Santa sede sta cercando di supplire alla mancanza totale di idee che hanno America e Unione europea. Abbiamo visto i disastri nati in Libia, lo stesso Iraq dove faticosamente il generale Petraeus con la sua politica del bastone e della carota aveva portato risultati positivi.

 

E in Afghanistan?