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Esteri

CRISTIANI PERSEGUITATI/ Geninazzi: Usa ed Europa fermino l'Arabia Saudita...

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Era piuttosto un contenzioso a livello di stati. C’era l’Iran khomeinista, che ha soffiato sul fuoco quando l’occidente ha attaccato l’Iraq di Saddam Hussein e adesso ha le mani lunghe sull’Iraq. C’era l’Arabia Saudita, a cui si è aggiunto il Qatar, che sono i capisaldi del fronte sunnita. Questi stati non si fanno la guerra direttamente, la fanno per interposte formazioni; in Siria, ma anche in Libano e in Iraq. La presa di Fallujah da parte delle brigate di al Qaeda, che si oppongono al governo del premier sciita al Maliki, è un fatto molto emblematico...

 

Emblematico di cosa?

Di una possibile svolta. Come quello che sta accadendo in Siria, con Assad che sta riprendendo l’iniziativa con l’aiuto dell’Iran oltre che della Russia. Per non parlare del Libano. L’ultima notizia è che l’Arabia Saudita, cioè lo stato protettore di quella guerra civile da parte sunnita, sta finanziando pesantemente con milioni di dollari l’esercito regolare libanese perché si opponga alle milizie hezbollah sciite filo Assad.

 

Si può dire che una delle sue parti sta prevalendo in questo momento?

Difficile dirlo. In alcune parti sembrano prevalere Arabia Saudita e Qatar che finanziano questi gruppi. La Siria è sotto attacco ma, come dicevo, Assad sta riprendendo l’iniziativa. In Iraq, dopo la finta pacificazione,   la situazione sta tornando indietro, non dico al grande caos e al bagno di sangue seguito all’invasione degli Stati Uniti di George Bush, ma a un punto in cui lo scontro tra estremisti sunniti di al Qaeda e sciiti è all’ordine del giorno con attentati, stragi o conquiste di città. Come sta accadendo nella zona di al Anbar, prima con Fallujah e adesso pare anche Ramadi. Si sta riproponendo, in piccolo, quello che succede in Siria. Poi c’è il Libano, che è il vaso di coccio di queste potenze, perché il  governo sunnita deve fare i conti con l’opposizione sciita degli hezbollah. In quel paese gli attentati si ripetono con cadenza quasi regolare: una volta contro gli hezbollah, una volta contro esponenti sunniti. È questa la realtà che dobbiamo tenere presente in vista della conferenza di Ginevra. Se mai si farà. Non è ancora chiaro infatti chi saranno gli attori. In questa guerra civile dell’islam l’occidente, secondo me, deve dire qualcosa e giocare un ruolo.


Che ruolo?

In primo luogo Stati Uniti e occidente dovrebbero fare pressioni sull’alleato storico, a mio avviso molto infido, che è l’Arabia Saudita perché non vada avanti a fare questa guerra. L’alleato storico è anche il paese più integralista: dalla dottrina estremista wahabita infatti sono usciti prima Bin Laden, poi al Qaeda e adesso la guerra civile dell’islam. D’altra parte è interessante che gli Stati Uniti abbiano riallacciato il dialogo con l’Iran che è l’altra potenza che soffia sul fuoco di questa guerra. Rimane però da dire una cosa.

 

Prego.